sabato, ottobre 29, 2011

13 disegni di Otto Gabos al Bistro 18 di Bologna


Una mia piccola mostra di disegni quasi tutti inediti, tutti comunque con un pezzo di storia dietro. 13 disegni che espongo al Bistro18 (via Clavature 18/b Bologna tel.051 273014. Aperto dalle 9,00 alle 24) che è un bel posto in pieno centro. Si mangia e si beve bene.
venerdì 4 novembre alle 17 ci sarà l'inaugurazione ufficiale anche se i disegni sono già in mostra. Come sempre vi aspetto.

mercoledì, ottobre 19, 2011

Barramundi Lab


Stiamo arrivando.

venerdì, giugno 10, 2011

Gabos alla Montagna in Giallo



La montagna in giallo. dal 10 al 12 giungo a Castiglione de' Pepoli (BO). Fumetti, incontri sul giallo, mostra e comics da collezione. Io ci sarò. E ci saranno anche le tavole di Sarti Antonio, come cavare un ragno dal buco, scritto da Loriano Macchiavelli, ormai un classico della narrativa illustrata.

mercoledì, maggio 25, 2011

Primo reading con gli Gnummo Boys



Giovedì 26 maggio ore 20.45 al Cassero di Porta Saragozza a Bologna Otto Gabos racconta "Arrivano gli Gnummo Boys"
In occasione dell'uscita del mio nuovo romanzo leggo e racconto alcuni brani all'interno di una bella serata a sorpresa della rassegna teatrale Volo sulla città- Angeli sui tetti".

la storia:
Poldo fa la prima media, è un po' grassottello e i suoi genitori sono ex figli dei fiori e non gli permettono di vedere la tv, né di mangiare ''schifezze'' confezionate. Trascorre il suo tempo con il suo amico Ignazio. Un giorno, vicino al palazzone in cui abita, sorge un nuovo stabilimento della Gnummospalma, un prodotto alimentare rivoluzionario un po' crema di cioccolato e un po' marmellata. La Gnummospalma è irresistibilmente buona. Da quel momento Poldo diventa la vittima dei terribili scherzi dei bulli del quartiere. Dopo una sortita notturna nella fabbrica della Gnummospalma alla ricerca delle rutilanti tute usate per gli spot, Poldo, Ignazio e due loro nuove amiche, Cosetta e Danielona, scoprono che gli Gnummo Boys sono un piccolo ingranaggio di un perfido disegno planetario. La nuova Gnummospalma, infatti, è un esperimento per creare assuefazione totale. Attraverso di lei ''qualcuno'' vuole rendere la gente ubbidiente e schiava!!! Cosa fare?

link Giunti con notizie sugli Gnummo Boys:
http://www.giuntistore.it/customer/product.php?productid=14774&cat=94

link con tutte le informazioni della rassegna "volo sulla città - angeli sui tetti"
http://www.angeliallefermate.it/2011/05/03/volo-sulla-citta-angeli-sui-tetti-dal-5-maggio-al-9-giugno

ti aspetto!
grazie
Otto Gabos aka Mario Rivelli aka Mariotto

Una bambina intelligente



Un disegno per un progetto non andato in porto. Succede. Succede anche più spesso in questi tempi. Però il disegno mi piace ancora parecchio. Ho usato diverse tecniche e ripreso in mano addirittura i pastelli a cera. La bambina è intelligente e magari questa volta succede che qualcuno la vorrà per un altro progetto, un'altra storia e allora eccola qui sul blog di Otto Gabos.

mercoledì, maggio 18, 2011

Ecco il libro degli Gnummo Boys!





Oggi mi è arrivata una copia di Arrivano gli Gnummo Boys. Dalla settimana prossima inizio a portarlo nelle scuole e in pubblico. Farò delle letture di brani scelti, racconterò un po' la storia. Chi fosse interessato a incontri, presentazioni, letture può contattarmi.
Sono molto contento del libro, il mio primo cartonato per ragazzi, il primo firmato con i miei due nomi insieme.
Vedere che un romanzo fatto di idee, parole, disegni, file e stampate provvisorie prende finalmente forma e diventi un vero libro per giunta cartonato mi emoziona ancora. Così mi sono pure messo gli occhiali da sole di mia moglie che sono belli grandi e coprono gli occhi.

credits:
Mario Rivelli e Otto Gabos: Arrivano gli Gnummo Boys, Giunti Junior, Firenze 2011, Euro 14,90

venerdì, maggio 13, 2011

Anni Trenta a Carbonia



Ho ripreso il pennino, uno di quelli americani molto classici, poi china diluita un po' di ecoline su carta casuale, da fotocopie riciclata. per entrare in confidenza con un'altra epoca della mia terra d'origine. questo Sulcis minerario e austero. Poverissimo adesso com'era poverissimo allora negli anni trenta quando in tempi brevissimi il regime tirò su dal niente la città di Carbonia destinata a diventare in breve tempo la terza città della Sardegna. Una città artificiale con un nome che evoca mondi fantastici. Minatori sardi, veneti, istriani. Un luogo di confine per gente di confine. Un luogo perfetto per iniziare una nuova storia.

martedì, maggio 10, 2011

Sotto la pioggia battente di Napoli




Sabato 30 aprile al Comicon di Napoli pioveva a dirotto. Tutta la giornata sotto la pioggia battente. Mi hanno prestato dei fogli da schizzo della canson e li ho voluti provare. L'effetto è molto interessante e mi ricorda un po' la carta da spolvero usata per la Giustizia e per il Ragno. Ho aggiunto anche un po' d'acquerello. Li ho poi messi ad asciugare e il valido Gianluca, master dello stand Black Velvet, a mia insaputa ha messo pure in esposizione la dama con cappello. Ci sono state alcune persone che l'avrebbero voluto acquistare, tra cui una graziosa signorina che ha anche insistito. Il guaio è che non ho mai venduto i miei disegni e al momento non saprei nemmeno a quanto venderli. Forse dovrei entrare nella condizione mentale di mettermi a realizzare dei diseggni fatti apposta per mostra e vendite. Forse. Aiutatemi voi che sapete sempre tutto!

lunedì, maggio 09, 2011

Giustizia Tour a Bologna



Cacucci e Gabos ancora dal vivo. Instancabili. Mercoledì 11 maggio siamo di nuovo a Bologna al Vanilla&Comics alle 19 per parlare di questo romanzo scomodo, ormai quasi maledetto forse perché straordinariamente attuale.

giovedì, aprile 21, 2011

La lavagnetta degli appunti segreti 02



Prove prove e ancora prove. Una settimana che ci pensavo e oggi ho iniziato a passare all'azione. prove a pennello con un po' pennino e poi ecoline e gessetto bianco. cerco la fluidità del segno. Vario di continuo la pressione del segno e poi uso la superficie semiruvida di un cartoncino canson grigio. l'evoluzione naturale di un anno di matita feroce. meno rabbia, più gioco. magari sarà ancora un noir italiano, magari di altri tempi, per ora sono solo prove.

lunedì, aprile 04, 2011

Very british mood



Marc ha scoperto un'inedita vena autunnale, molto british. Forse è l'inizio di un racconto o forse solo un bel momento disegnato.

sabato, aprile 02, 2011

Le ricette di Otto Gabos: Risotto al topinambour



Oggi che è sabato Otto Gabos si dedica alla cucina. Mi piace fare i risotti. Mi rilassa e mi dà soddisfazione e nel frattempo penso.
Avevo visto più volte sugli scaffali di certi supermercati il topinambour. Mi aveva colpito a partire dal nome, decisamente buffo che poteva essere quello di un topo spadaccino. anche l'aspetto non era da meno, a metà strada tra una patata, lo zenzero e il gingko biloba. Ho scoperto che in Italia vine coltivato in Piemonte e ha un gusto che ricorda sia il carciofo (molto) che i funghi (molto meno). l'ingrediente ideale per fare da base per un buon risotto. E così ho fatto.
ecco la ricetta:
Risotto al topinambour
dosei per 4 persone
300 gr. di riso carnaroli
250 gr. di topinambour
1 spicchio d'aglio
1 scalogno
1 cucchiaio di olio di oliva extra vergine
1 noce di burro
1 litro di brodo (è inutile che me a racconti con il brodo da bollito, ho sempre fretta e uso il dado)
1/2 bicchiere di vino bianco secco e fermo (pinot bianco va benissimo)
parmigiano grattato a piacere.

sbucciate e e tagliate a dadini il topinambour. sciacquatelo in acqua corrente.
mondate e tagliate aglio e scalogno. L'aglio a pezzi grandi così è più facile individuarlo e toglierlo.
soffriggete in una pentola antiaderente con olio.
preparate il brodo.
unite al soffritto il topinambour e fate rosolare rimestando spesso.
unite un mestolo di brodo, anche due e fate cuocere finché il composto non diventa morbido e omogeneo.
aggiungete il riso, fatelo tostare con il resto e poi sfumate con il vino.
quando il vino è evaporato aggiungete il brodo per gradi.
come in tutti i risotti mescolate e aggiungete il brodo, mescolate e aggiungete il brodo.
il carnaroli è di cottura davvero lenta quindi armatevi di pazienza e girate, girate.
quando finalmente il riso è in dirittura d'arrivo innevatelo con il parmigiano.
spegnete e lasciatelo mantecare con il burro aggiunto all'ultimo momento. buono lo stesso ma meno dannoso.
servite in tavola accompagnato da un buon Dolcetto d'Alba.
Buon appetito dal vostro Chef Gabos!

domenica, marzo 27, 2011

La lavagnetta degli appunti segreti 01



Mi sa che è la prima volta che lo faccio. Mettere sul blog alcuni disegni privati, i primissimi studi di un qualcosa che forse sarà direzione, forse libro, o forse un tentativo abbandonato. Lo faccio per condividere, perché ho bisogno di un parere esterno, di un confronto e di una riflessione. Sono disegni a formato originale, fatti come sempre nei ritagli di foglio, in questo caso un Favini ruvido da 220 gr. la carta leggermente porosa fa spandere un po' il segno, che in questo caso mi piace.
sto continuando nel processo do dare corpo su carta alla mia immagine mentale di libro finito e preso direttamente dallo scaffale della libreria. la strada da seguire è questa.
sono arrivato a questo gesto di condivisione senza pudore ieri sera. ci ho pensato tuto il giorno e il pensiero si è unito a un altro pensiero che mi affronta invece già da qualche giorno.
la riconducibilità del segno a una matrice, a un referente noto. vedi un disegno e cerchi in automatico di imparentarlo a un altro autore, cerchi di associarlo, di trovare delle caratteristiche comuni. Di fronte al nuovo si cerca di trovare una collocazione, dargli una quasi normalità. diventa più facile assimilare, digerire. diventa ancora più facile poi parlarne con altri.
con la musica è una prassi assolutamente consueta e normale.
c'era un mio compagno di liceo che quando siamo andati in panda per il viaggio di diploma metteva continuamente sul mangianastri i primi tre dischi dei Cure. per chilometri e chilometri fino a Copenhagen. e poi anche fino ad Amsterdam. I primi tre dischi dei Cure sono tra i dischi che conosco meglio tant'è che non li ho poi ascoltati per anni. li avevo in testa sia in scaletta che con la funzione random. Rientrati dal viaggio il mio mi ha chiesto per mesi se conoscevo altri dischi "tipo i Cure". io non li trovavo altri dischi tipo i Cure. anni dopo gli avrei potuto consigliare Adore degli Smashing Pumpkins un disco che pure dissimile era tipo i Cure nello spirito. gli avrei anche potuto consigliare tutto Tim Burton e tutto Neil Gaiman che anche se non suonavano erano molto "tipo i Cure".
L'altro giorno invece un altro mio amico, stavolta molto acuto e preciso, mi faceva notare che Otto Gabos a vederlo non è che ricordasse qualche altro autore. il che agli occhi di un lettore nuvo o appassionato di fumetto potesse risultare un fattore destabilizzante. proprio per i motivi suddetti della riconducibilità a modelli esistenti.
il fatto non so se sia un bene o cosa,. non lo so davvero. certo è che a pensarci bene mi sarebbe piaciuto tanto essere paragonato anch'io a qualcosa "tipo i Cure". davvero.
mi ricordo invece l'effetto che mi fecero i disegni dei Valvoline su Alter Alter la prima volta che li scoprii. ne fui devastato. me ne innamorai perdutamente. e questo mi ha segnato per sempre nel bene e nel male nel proseguimento della mia carriera.
la domanda è però questa:
Ma a chi somigliano i disegni di Otto Gabos?

venerdì, marzo 25, 2011

Si scrive Gnummo e si legge Gnammo



Oggi ho finito la copertina di Arrivano gli Gnummo Boys. Fra poco, dopo cena, mi dedicherò alla bandella con il riassunto e poi forse ho finalmente finito. In libreria penso e spero a metà maggio. Keep in touch for the news.

mercoledì, marzo 23, 2011

Le facce degli ulivi



Sto preparando il materiale per iniziare finalmente la terza parte del Viaggiatore Distante. Appunti scritti, pezzi di dialoghi, foto, qualche disegno preparatorio. Inizierò con gli ulivi. Dovrò disegnare gli ulivi, alberi con il volto. Gli Ulivi hanno una faccia riconoscibile e unica. sono diversi dagli altri alberi. Sanno di campagna coriacea, bevono poco e crescono lenti ma inesorabili. Imparare a disegnare gli ulivi sarà come fare dei ritratti dal vero. Li chiamerò per nome. Gli ulivi sono l'apertura del volume. ulivi di Calabria in un autunno che tarda ad arrivare. Un cacciatore che non caccia e che cammina, un cacciatore che ricorda l'infanzia e le trappole per i tordi, ora illegali. Un cacciatore che torna casa con cicoria e asparagi selvatici. Inizierò così senza sogni, senza incubi. riprendere dopo anni, immergersi nella gravidanza di Diana senza fine, in un inverno poco dopo l'11 settembre che orami è storia e che invece dovrà essere ancora shock del momento. sarà complesso e bizzarro e spero davvero di non dimenticarmi niente, di non lasciare pezzetti per strada. spero davvero di riconoscere Romeo e il suo viaggio. Per ora soltanto gli ulivi.

domenica, marzo 20, 2011

Prove tecniche di segno



Dopo parecchi anni, ho sentito l'esigenza di riprendere il pastello, quelli Derwent a sezione circolare. Ho usato anche una matita bianca grassa con un alone avorio. poi sono andato sopra con il pennello nero e il solito resto.
è una prova tecnica per un possibile sviluppo a lungo termine con un lavoro lungo. sto cercando di mettere su carta quello che sto visualizzando a mente. Il libro già finito e stampato. Ci vuole tempo e parecchi tentativi per avvicinarsi alla " visione".
per ora mi andava solo di provare e di postarla.
magari se volete darmi un parere mi sarà di sicuro utile.

sabato, marzo 19, 2011

Oggi è la festa del papà




Ho fatto per tutta la notte un sogno orribile, dove c'era una persona che conosco che in canottiera e cappellino da baseball in testa massacrava la sua famiglia a colpi di spranga d'acciaio pino e compatto. Non riuscivo a cambiare sogno, era davvero aggressivo. Poi mi ha svegliato mio figlio con un bacetto ed è stato un bellissimo risveglio visto che non ne potevo più di pazzi scellerati.
-popà, non è che hai voglia di leggere il libro che hai sul comodino?
-no... mi sono appena svegliato...
-allora non è che hai voglia di guardare il comodino?
-?
-Cioè di guardare cosa c'è SUL comodino?
-Ah..
Allungo braccio e on la mano afferro qualcosa messo in bilico su una pila di libri.
Un Foglio del quadernone e una cartolina hand made a popup. camicia e cravatta scomponibili.
è il suo regale per la Festa del Papà.
ha scritto una poesia e un tema su di me. Mi direte, lo fanno ogni anno tutti i bambini per orni papà. Echissenefrega rispondo io! il bello è proprio questo, essere comunque unici in una cosa di massa, ovvia, come sono le feste, le ricorrenze istituzionalizzate.
Mentre faccio la scansione della poesia do un'occhiata alle rassegne stampe. Leggo di Gheddafi che prima dice che accetta il cessate il fuoco e poi bombarda, leggo delle solite beghe meschine in parlamento, leggo che un altro giorno di orrore è trascorso in Giappone e leggo pure l'estratto del solito saggio che riguarda il tramonto, la fine, il tracollo della figura di padre. Un padre rammollito che non è più in grado di trasmettere ai figli valori ed educazioni, di un padre che delega tutto alla mamma e si tiene per sè solo abbracci, baci, carezze. Insomma la componente affettiva. Forse sarà così, oppure chi scrive i saggi deve vendere e fare discutere e quindi è sempre contro. mi ricordo che un tempo il padre si rimproverava di essere sempre a lavoro, die essere poco presente a casa, di dialogare poco con i figli, di essere una figura ingombrante ecc. ecc. Insomma il padre, specie quelli tardivi come ma, non vanno bene adesso, ma non sarebbero andati bene ieri. io penso che uno impara a fare il padre giorno dopo giorno, sbagliando, cercando di fare quello può e come può. io penso sempre a mio padre, penso a quello che non faceva, a quello che faceva, alle parole dette e non dette. provo un'enorme tenerezza per la sua goffaggine per il suo senso dell'umorismo nonostante la vita con lui non sia stata molto tenera, penso al grande amore che mi trasmetteva abbracciandomi con le sue belle mani gigantesche. ed è quello che ho imparato da lui, ed è quello che trasmetto a mio figlio. Il grande abbraccione, il riempirlo di baci, uscire con lui e fare lunghe passeggiate e abbracciarlo di nuovo.
Faccio il padre così con buona pace di tutti i nostalgici dei pater familias.
Marc ti voglio bene!

giovedì, marzo 17, 2011

E allora sventolo la bandierina



Una bandierina tricolore piccola piccola, da bancarella, da mondiali di calcio. L'abbiamo messa sul balcone, la sventolo in casa e penso al sussidiario di quinta elementare, Piccole Faville, con le illustrazioni del grande Rino Albertarelli e penso al mio maestro che mima in classe il Tiremm' innanz, che ci fa fare la recita del Risorgimento e alla mia fila, quella dei Castori era toccato di fare Ciro Menotti e le Cinque Giornate di Milano, penso a Garibaldi in Sudamerica interpretato da Maurizio Merli e tratto da un romanzo di Dumas, penso a Silvio Pellico interpretato da Raul Grassilli, penso a un album di figurine bellissime che avevo completato, mi sembra che l'ultima figurina fosse quella di Guglielmo Pepe e poi penso a tutti gli anni in cui non ho pensato più a queste cose, all'allergia rispetto alla parola patria che in Italia si dice paese. Penso alla retorica degli anni, dei decenni e della resistenza che non finisce mai, penso a mio nonno sommozzatore in una grotta a bere le urine per nascondersi ai tedeschi, a zio Lino che andava a piedi in Africa al bisnonno morto l'ultimo giorno della grande guerra dilaniato da una granata. penso alla Povera Patria di Battiato a Viva l'Italia di De Gregori e penso al Presiedente Napolitano che poco fa al telegiornale mi sembrava davvero commosso.
E allora ho preso la bandierina piccola piccola e l'ho sventolata vestito come nella recita scolastica di quarant'anni fa. Un'interpretazione coltivata nei mesi. Così per un attimo ho pensato che tutto era bello che tutto aveva un senso, per un attimo mi sono sentito partecipe di qualcosa di grande, per un attimo non ho pensato allo schifo vergognoso in cui siamo precipitati giorno dopo giorno quasi senza accorgercene e per un attimo vorrei che quest'attimo durasse a lungo.
e allora sventolo la bandierina.

lunedì, febbraio 28, 2011

Appuntamenti Otto Gabos a Bilbolbul 2011



Quest'anno il mio coinvolgimento all'edizione di Bilbolbul sarà consistente, ecco la lista degli appuntamenti.
l'immagine che invece vedete è l'invito alla mostra che farò alla spazio Simon Gavina di San Lazzaro. espongo tavole estratte dai due romanzi noir realizzati nel 2010. Come cavare un ragno dal buco di Loriano Macchiavelli e La Giustizia siamo noi, scritto da Pino Cacucci. ci saremo tutti e tre. Leggeremo e converseremo con il pubblico.
Appuntamenti con Otto Gabos al festival Bilbolbul, 3-6 marzo 2011, Bologna.

Ven 4 marzo H. 18.00
Sessione dediche libri in Sala Borsa.

VEN 4 marzo H 21.00
inaugurazione mostra – reading
ANNO NERO
Luogo: simon spazio per le idee
DI OTTO GABOS
INTERVENGONO PINO CACUCCI, OTTO GABOS,
LORIANO MACCHIAVELLI
IN COLLABORAZIONE CON LIBRERIA ULISSE

Sab 5 marzo H. 14.30
Sessione dediche libri in Sala Borsa.

SAB 5 marzo H 17.00
incontro – performance
IL PARADISO DELLE
TROTTOLE
Luogo: libreria.coop officine minganti
OFFICINE MINGANTI IL CENTRO DELLE IDEE
CON BANDA PUTIFERIO, LOLA AIRAGHI, AKAB,
ROBERTO “FREAK” ANTONI, ONOFRIO CATACCHIO,
OTTO GABOS. INTERVIENE EMANUELE ROSSO

SAB 5 marzo H 22.00
festa
EVERY TIME I SEE YOUR
PICTURE I CRY
Luogo: locomotiv club
PERFORMANCE SCRITTA, ILLUSTRATA ED ESEGUITA
DA DANIEL BARROW
COLONNA SONORA ORIGINALE DI AMY LINTON
a seguire
THE AUTHORS PARTY
DJ SET DI ALESSANDRO BARONCIANI, OTTO GABOS,
DAVIDE TOFFOL

DOM 6 marzo H 16.15
incontro
RACCONTARE IL NERO TRA
LETTERATURA E FUMETTO
Luogo: biblioteca salaborsa – auditorium
CON PINO CACUCCI, OTTO GABOS, LUIGI BERNARDI
INTERVIENE LUCA BALDAZZI

giovedì, novembre 25, 2010

Il manifesto di Nues 2010



Per questa III edizione di Nues ho realizzato la locandina e il manifesto stradale, un enorme 6X3 con lettura orizzontale. In cinemascope in pratica. Ho messo a confronto Israele e Palestina. Ho disegnato persone in posa che stanno fianco a fianco. Convivono e vivono. e poi in primo piano i profili di due ragazzi che si guardano. sono timidi e diffidenti ma si interessano l'uno all'altro. Lei accenna un sorriso, mentre lui è più contratto. Forse nascerà qualcosa, almeno una bella amicizia.
ho voluto raccontare una piccola storia che si inserisce in uno sfondo, quello di una città mediterranea che ricorda il medioriente, la Spagna, la Grecia e Cagliari, crocevia ideale di culture diverse ma figlie dello stesso sole e dello stesso mare.
Ci vediamo a Cagliari.