mercoledì, ottobre 22, 2008

London 1982


"Cammino pensando ai Clash e a Mark E. Smith, alla Londra dei settanta/ottanta letta e macinata in foto, dischi e articoli e intorno ne trovo poca, come sempre quando vivi le cose con qualche decennio di ritardo. A consolarmi ci pensa il Times, con una vecchia intervista a Joe Strummer che mi leggo a tarda notte a letto. Ma il fascino delle villette, il verde dei parchi e i piccoli negozi riescono a farmi calciare il non vissuto e a concentrarmi sul presente."

Questo estratto di un recente post del blog dell'amico Sergio Ponchione mi ha fatto venire in mente quando sono stato a Londra per la prima volta. Erano esattamente gli anni descritti da Sergio. Il 1982 per la precisione. A Londra ci si andava soprattuto per la musica. Londra era la capitale indiscussa della musica. In quell'anno uscirono uno dietro l'altro dischi che avrebbero fatto la storia. New Gold Dream di Simple Minds, The Lexicon of Love degli ABC , Songs to Remember degli Scritti Politti e poi anche i primi EP dei Rip Rig and Panic e l'ultimo concerto dei Japan.
Ero arrivato a Londra proprio qualche giorno dopo quest'ultimo concerto. Allora non lo sapevo ancora che era l'ultimo e comunque ci rimasi male lo stesso quando vidi un manifesto un po' strappato attaccato a una parete lurida di qualche fermata dell'Underground. Di lì a poco uscì Bamboo Music che di fatto iniziava la carriera solista di David Sylvian.
Nel 1982 non avevo ancora deciso se fare i fumetti o fare musica. Forse in quel periodo propendevo di più per la musica. Di sicuro mi piaceva più passare ore nei mnegozi di dischi di Londra che nelle librerie con molti fumetti come mi era successo a Parigi l'anno prima (ec onfesso che anche adesso è più o meno così).
Arrivai a Londra in treno con mio fratello. Un viaggio mostruoso. Vagoni affollatissimi, buttati per terra, calpastati, intasati. Poi a Calsi tutti giù dal treno e tutti a bordo del Ferry fino a Portsmouth.
Raggiungemmo degli amici che avevano preso una casa in affitto a Finsbury Park a Nord Est e raggiungibile con la Victoria o Piccadilly Line.
Il posto non era poi tanto bello e non ci mettemmo molto a capire che fosse un quartiere ad alto tasso giamaicano. Si sentiva reggae dappertutto.
In quella casa in Playford Road dormivamo anche in 10. ogni tanto arrivava qualcuno e si sistemava lì. I soldi erano pochi e l'entusiasmo era tanto. enorme.
Volevo comprarmi le creeper e più dischi possibili.
quando tornammo a casa in valigia non c'erano le creeper ma un bel paio di pantaloni di pelle nera. Come quelli di Jim Morrison che ai tempi mi faceva schifo come il resto dei Doors.

Penso spesso quel periodo. Senza nostaglia, ma con grande tenerezza. Quell'estate era stata lo spartiacque tra l'adolescenza scolastica e un'altra stagione non meglio identificata che ha lasciato una traccia profondissima.
Però mi sono accorto che anche se ci penso spesso non ho mai scritto o disegnato niente di veramente diretto. L'ho preso sempre alla larga. Apartments ha molte tracce della mia estate '82, ma non è mai veramente quella.
Quasi avessi paura di rompere qualcosa, di contaminare una composizione sublime.
In quell'estate vidi davvero un mucchio di concerti. Certi importanti altri molto meno. Però mi ricordo ancora molto bene quello dei Rip Rig and Panic durante in Carnevale di Portobello. Una calca disumana, spinte incredibili e una giovanissima Neneh Cherry che aveva già tutta la sua grinta degli anni a venire.
I Clash invece non li ho visti mai e nemmeno Joe Strummer nella sua carriera da solista.
Però ogni volta che sento London Calling sono di nuovo a Londra e non posso fare a meno di commuovermi.

5 commenti:

SERGIO PONCHIONE ha detto...

Molto onorato dell'estratto. Naturalmente hai colto ciò che intendevo. E all'uopo dei Clash ti segnalo il Live at Shea Stadium'82 appena uscito, con una Rock The Casbah parecchio rock e poco dance.

Anonimo ha detto...

Bel post! .... Adoravo Bebe con quei pantaloni in pelle!!- Ebe

ottogabos ha detto...

è vero. quei pantaloni ce li scambiavamo a seconda elle occasioni. ma a lui stavano molto meglio.

Anonimo ha detto...

io ancora david sylvian lo metto prima di fare la nanna e culla come allora!!!è davvero un dolce dormire!!! diego

ottogabos ha detto...

David Sylvian lo ascolto molto ancora adesso. anche nella sua formazione attuale i Nine Horses. ci sono certi musicisti che continuo ad ascoltare sia per le cose vecchie che per quelle nuove.
Per esempio da poco ho scovato un cd degli Human League abbastanza recente... ma questa è un'altra storia che voglio affrontare in un post apposito.
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