giovedì, ottobre 29, 2009

Appuntamento con Otto Gabos a Lucca 2009



Ho messo in quarantena il raffreddore e domani mattina presto prendo il treno per Lucca. Ci starò fino a domenica mattina e sarò abbastanza reperibile allo stand della Black Velvet dove sarò al lavoro per Esperanto. Firme , disegni con dedica e chiacchiere con i lettori, poi una serie di inziative interessanti e carine che troverete direttamente sul sito della Black Velvet. Passerò a salutare amici, autori, editori e libraio. Un piacevole rituale che si ripete ogni anno da tanti anni. la mia prima Lucca fu nel 1984, al palasport. Avevo una cartella gigantesca che strisciava per terra in mezzo alle foglie arancioni. Faceva molto freddo e forse ne sentivo ancora di più perché ero emozionato di vedre anche se solo di striscio i miei autori preferiti. Emozionatissimo di mostrare i miei lavori a Fulvia Serra e Vincenzo Sparagna che ai tempi dirigevano Alter Alter e Frigidaire, che per me, new waver incallito erano il massimo.
domani partirò senza cartella gigante e con altre emozioni. molto diverse ma sempre emozioni. e finché ci sono vale la pena andare a Lucca Comics.

Otto Gabos firma Esperanto: venerdì 30, sabato 31 ottobre, domenica 1 novembre allo stand Black Velvet

sabato, ottobre 24, 2009

Acquista Esperanto online dal sito Black Velvet

Da oggi puoi acquistare Esperanto direttamente dal sito della Black Velvet. Avrai la tua copia prima degli altri e pure con uno sconto. mi sembra ottimo. poi già che ci sei puoi dare un'occhiata al resto del catalogo. troverai di sicuro altri libri che ti interesseranno e se non li hai già anche le altre mie produzioni per Black Velvet:
Apartments
Apartments. Gente Comune
Il Viaggiatore distante 1. L'inverno atlantico
Il Viaggiatore distante 2. Esilio Interiore
Frontiera

Clicca sul titolo di questo post ed esplora il catalogo Black Velvet!

venerdì, ottobre 23, 2009

Fumetti al DIMA



Per gli amici di Bologna e dintorni.

Vi volevo dire che questo weekend al centro commerciale DIMA c'è uno speciale fumetto. incontri, mostre e vendite libri. C'è anche un laboratorio creativo per bambini con Otto Gabos .
è gratuito e se venite mi farete un gran piacere.
sabato mattina alle 10.30.
Nel pomeriggio alle 18, Gianni Barbieri incontra Alessandro Poli e Andrea Venturi.
domenica 25 alle 10.30 ci sono i caricaturisti e poi alle 18 incontro con Kappa edizioni che parleranno dell'Enciclopedia dei mostri giapponesi.

presso la libreria del Dima troverete una selezione sceltissima degli ultimi volumi delle più prestigiose case editrici di fumetti con sede a Bologna.
Fumetti al Dima, un modo diverso di fruire il centro commerciale.

martedì, ottobre 20, 2009

Aspettando Esperanto 15. Mods Skarabos



I Lord Skarabos sono una mia rivisitazione dei Mods. non vanno in giro in lambretta né usano il parka verde. hanno tuba e mantello che li riconduce alla Carboneria, alle società segrete. Gli Skarabos sono stati tra i personaggi di Esperanto che mi hanno più intrigato dal punto di vista grafico. Forse avrebbero potuto avere il respiro giusto per un ruolo di spicco, da protagonisti. ma forse sarebbe stata un'altra storia come ho già scritto in un post precedente, quello intitolato: Le Seconde Linee.
penso spesso ai Mods, al loro periodo storico carico di tensione immediatamente precedente alla contestazione studentesca. gli ultimi baluardi di un'eleganza ricercata e rigorosa. belli da vedere e belli da ascoltare. quando c'erano i Mods originali ero troppo piccolo. sono arrivato con la seconda ondata, quella post punk dei Jam. Peter Weller mi folgorò. da allora ho praticamente tutto di Paul Weller, nelle sue varie avventure musicali. non escludo di affrontare il movimento Mods in una prossima storia che sia più ampia e articolata che solo dal punto di vista musicale. c'era il fermento delle periferie, insieme ai mods nasceva anche il suo rovescio: il movimento skinheads con diverse analogie musicali, gli stessi malumori ma risolti in maniera radicalmente opposta e non condivisibile. C'erano i rockers e c'erano tanti altri ragazzi che di tutto ciò non ne sapevano assolutamente niente. forse parlerei proprio di questi ultimi. ragazzi un po' come mio padre che negli anni Cinquanta suonava ma non ascoltava Elvos e il Rock'n'roll. suonava la fisarmonica che non era uno strumento molto rock'n'roll. i suoi miti erano maestri Gorni Kramer. A me sembrava strano e incredibile che un ragazzo degli anni cinquanta non fosse rock'n'roll, così come mi sembrava strano che tra la fine degli anni Settanta e la prima parte degli Ottanta ci fossero dei ragazzi che non ascoltassero punk, new wave, post punk. E invece erano in tanti che ascoltavano tutt'altro.
A distanza di anni a rileggere la storia, la mia, è stato un po' come svegliarsi da un lunghissimo sogno.

lunedì, ottobre 19, 2009

Aspettando Esperanto 14. Un equivoco linguistico



Mi è capitato, prima in occasione dell'edizione francese, e ora in attea dell'edizione italiana, di ricevere alcune lettere di studiosi e appassionati esperantisti. Lettere molto accorate e puntuali che vertevano sui miei errori sintattici e grammaticali presenti nel romanzo. apprezzo l'entusiasmo e faccio tesoro delle precisazioni, però tengo a precisare alcuni dettagli del mio libro che poi non son marginali.
Esperanto non è un testo di grammatica esperantista, né tantomeno si arroga (e mai ne avrebbe il fine) di essere scritto in esperanto. Esperanto è n'opera di fantasia, un romanzo, un'ucronia, anzi una distopia ambientata in un altro continuum spaziotemporale dove le guerre sono state soppiantate dal gioco d'azzardo e l'esperanto ha avuto la diffusione analoga, (anzi maggiore) di quanto l'inglese ne abbia nel nostro continuum (il Terra 1218 secondo la classificazione dell'indice ufficiale Marvelcomics). e allora potrebbe capitare che la lingua subisca delle evoluzioni (involuzioni o de-evoluzioni) imponderabili e incontrollabili. del resto l'esperanto è rimasta (purtroppo) una lingua con pochi parlanti e mai inserita in un contesto dinamico come la lingua parlata e deformata liberamente. nessuno può sapere quali derive avrebbe potuto prendere la lingua creata da Zamenhof calata in un contesto sociale come quello caspico in cui di fatto è ambientato il mio romanzo.
la mia esigenza di uso dell'Esperanto si è concentrata sulla sottolineatura per un desiderio di un mondo migliore, di un mondo più unito, che supera le guerra e qualsiasi barriera territoriale. il mio uso dell'esperanto era piuttosto un atto di amore. Non voleva essere una cialtroneria né tantomeno un'invasione di campo. Non voleva essere oltraggio, nè voleva mancare di rispetto a coloro i quali si prodigano nella diffusione linguistica. tutt'altro. la mia speranza (già in parte esaudita) è che la gente che non sa si chieda cosa sia l'esperanto, che possa capire che esiste una lingua universale che potrebbe risolvere non pochi problemi sia culturali che politici. E magari tra questi qualcuno ce ne sia una buona quantità che voglia apprendere e diffondere. Vorrei tanto questo.
poi se fra gli studiosi ci fossero degli interessati a tradurre in esperanto tutto il libro, non potrei che dire grazie ed esserne davvero entusiasta!

domenica, ottobre 18, 2009

aspettando Esperanto 13. E allora si corre!



è domenica e c'è la sesta pagina di Esperanto. ieri ho avuto un problema e non sono riuscito a metterla on line come promesso.
il libro è in stampa, speriamo venga bene con colori e registri al loro posto. c'è sempre un po' di paura alla vigilia della stampa. probabile lo vedrò a Lucca allo stand Black Velvet o magari se ci sono i tempi qualche giorno prima.
da domani riprendo con disegni inediti e qualche riflessione.
nel frattempo oggi ci sono i sotterranei, la Grande Cloaca, l'eldorado delle discariche , il regno degli oggetti perduti e da recuperare. non ci son mondi perduti in Esperanto, è il mondo che si sta perdendo. sta sprofondando nelle sue stesse viscere colme di scorie velenose. un impasto globale. forse è quello che ci aspetta. c'è sempre un blob da qualche parte.
E allora si corre.

venerdì, ottobre 16, 2009

Aspettando Esperanto 12. La Seconda Guerra Mondiale



Siamo alla pagina del gioco. Forse il fulcro del libro. All'interno ho spiegato poco o niente. giusto qualche frammento. lascio spazio alla fantasia e alle interpretazioni. anche perché io stesso non le conosco bene le regole. Non sono appassionato del gioco. A Esperantia sarei di sicuro un ribelle moralista nemico di una società basata sull'azzardo. Io sono per il lavoro come pratica e come autodeterminazione. una questione di dignità quella di avere la possibilità al lavoro.
sarebbe bello se qualcuno illuminato o dotato di particolare creatività ludica progettasse il gioco, che poi si chiama Seconda Guerra Mondiale. è un parente del Risiko, ma anche degli scacchi, del subbuteo, dei trenini elettrici e delle piste polystil. Cose rapinate all'infanzia. Dei giochi moderni non s niente. Ho giocato un paio di volte con la playstation con effetti penosi. Sto ai video giochi come sto al poker. potrei sentirmi anche disadattato, ma ho deciso di no. Ho un sacco di altri motivi per sentirmi disadattato. Quindi lasciamo che Isidore Bemporad faccia i suoi milioni di milo ( la moneta di Esperantia) e che il giovane Xabu diventi il campione.