venerdì, settembre 29, 2006

Settembre

Settembre.
Uno dei miei mesi preferite. Tante canzoni, quasi sempre malinconiche, come quella omonima di David Sylvian.
Ogni tanto ritorno.
In realtà ci sono sempre stato ma non riuscivo a trovare la costanza e la sintonia giusta per mettermi a scrivere. Eppure in quest’estate intermittente sono successe diverse cose. Una delle più belle è stata la messa in scena per le stradine del quartiere Marina a Cagliari di una parte di Sotto le bombe di maggio. Al momento il mio unico romanzo scritto. Io ho introdotto e poi mi sono messo in un angolo in mezzo al pubblico ad ascoltare Tiziana Dessì, Paolo Pinna, Riccardo Dessì e Ramon. Sembrava di scoprire il testo per la prima volta. Una sensazione inedita e davvero piacevole. Un distacco maggiore rispetto alla pubblicazione. Un passaggio benefico che mi ha aiutato a capire una parte di me, mai completamente scissa. Non posso che ringraziare di cuore Carlo Birocchi, mio amico dandy, che è stato il vero motore di tutta la rassegna. A Cagliari che è la mia città mi sono anche cimentato in una presentazione inedita del Viaggiatore. Ho deciso di raccontarlo da solo con l’aiuto di qualche immagine. Voglio andare oltre la classica presentazione da libreria. Voglio cercare di comunicare la passione che ho messo nelle tavole anche attraverso al contatto diretto con i lettori, in questo caso pubblico attento e partecipe. Voglio offrire qualcosa di più, pur non rinunciando alle dedicasse che rimangono uno degli aspetti più divertenti dell’andare in giro a promuovere i propri libri. Incontri sempre persone diverse con cui scambiare 4 chiacchiere. E poi vedi in faccia chi ti legge. Mica poco. Anzi molto.
Nel frattempo si concludeva a Bologna il nostro festival Arena! con una kermesse di autori che disegnavano in diretta un fumetto ispirato al Corsaro Nero sceneggiato dal sottoscritto. In pratica ho aggiunto un capitolo finale al primo romanzo del ciclo. Io non ero lì ad assistere alla diretta, ma mi hanno detto che è stato gratificante, fatica a parte.
Sono stato anche Bisceglie, meno di una settimana fa, con Enrico Fornaroli per presenziare alla mostra fatta alla libreria Tamatete di Bologna a fine primavera. La città sul margine diventa itinerante, gira, incontra altre città. Ed è proprio questo che rende completa una mostra come questa.
Mi piace andare dove c’è il mare e a Bisceglie c’è il mare e un bel centro storico. Bianca Consiglio che ha organizzato l’evento all’interno del Festival Intra Moenia, ci ha fatto viaggiare attraverso gli angoli stretti della città quelli che raccontano la storia. Seduta a riparare una rete da pesca c’era una signora secca secca di oltre 80 anni. abbiamo parlato con lei ed è affiorato un ritratto semplice che nasce in un’altra epoca e che continua adesso. Cambia il materiale delle reti, cambiano le barche, a volte anche i pesci, ma lei ha sempre vissuto lì nella stessa casa. A volte le radici della cultura trascendono il senso metaforico per tornare a un significato letterale. Il non spostamento, l’essere assolutamente stanziale della signora Giulia davano un senso alla parola radici. Una persona che vive come una pianta, per cui il tempo diventa l’unica unità di misura.

Nel frattempo ho finito l’omaggio a Fantomas che uscirà se tutto va bene in volume a Lucca per Alta fedeltà. Nel frattempo sto facendo la copertina per il libro CD sulla vita di Irving Berlin che uscirà a breve per la Nocturne in Francia.

Domani, ossia sabato 30 settembre, sono di nuovo in movimento. Mi troverete a Treviso dove alle 16 incontrerò lettori e appassionati all’interno della convention Fumetti TV.

5 commenti:

Ebe ha detto...

Ben tornato! :)

Ottavio ha detto...

Cercavo uno spazio che riguardava "Il Viaggiatore distante" ma non l'ho trovato.
Ribadisco ciò che ti ho scritto per sms: sono compiaciuto!
Ti conosco da un lungo pezzo di vita, ma certe sfumature mi sono ancora misteriose.
Complimenti per il coraggio narrativo e grazie per il bellissimo prodotto.
Questa tua dimensione è quella che sento più vicina e che, forse per questo, preferisco.
Mi hai fatto tornare in mente la prima storia di "Apartments" dove, dietro la fiction di facciata, il quotidiano e il realismo erano trattati con grande attenzione e delicatezza come se fossero loro i veri protagonisti della storia.
Per me era proprio così...
In bocca al lupo per la distribuzione e per Francoforte!
A presto!
Ottavio

perec ha detto...

da qualche parte c'è l'incipit di un racconto, un incipit tuo che a me era piaciuto molto. e mentre me ne sto sospesa, a cercare pezzzettini e bricioline che mi indichino un percorso, mi torna in mente. e passo a dirtelo.

Otto Gabos ha detto...

mi stanno arrivando diversi commenti sul Viaggiatore. forse sono riuscito a dire delle cose. alla fine è questo che cerco. dire delle cose. raccontare delle storie. stavolta è stato più difficle e fors eè anche per questo che il contatto si è fatto più intenso. con Ottavio ci consicamo da vent'anni ma mi sembra che prima di questo pos non c'eravamo mai scritti. è un segnale che apprezzo molto.

e poi bentornata Perec. a quale incipit ti riferisci?

perec ha detto...

a questo:
volevo andare sulla collina ma la via era sbarrata.
 Mi guardo intorno per cercare un varco di accesso ma non ho fortuna. allora mi siedo su una pietra piatta e quasi liscia che sembra fatta apposta per me. ne approfitto per riposarmi dopo una lunga camminata. non fumo e non ho né da leggere né da bere. sono costretto mio malgrado a restare in mia compagnia. cè un rumore di fondo, un suono basso e persistente come di u motore lontano, aerei a elica, bombardieri sfuggiti da un altro film. è un bel suono che fa volume e rende meno piatto il panorama. quasi senza che me accorga comincio ad allineare la mia voce mormorata ai motori che marciano in volo. Mi piace molto.