domenica, dicembre 03, 2006

I tetti di Cagliari


i tetti delle case mi affascinano. Forse perché ho quasi sempre abitato ai piani bassi dove vedi le macchine che passano e i passanti che passano. A volte puoi senitre perfino cosa dicono. I tetti con le antenne erano lontani e irraggiungibili, vcosì come le loro terrazze, negli anni sempre più disseminate di cisterne, molto più modeste di quelle di Manhattan. Quando posso disegno i tetti. quanche anno fa. diciamo quasi venti ci sono anche stato. qualche foto ricordo per qualche progetto musicale mai fatto. si parlava di spazzacamini. allora come oggi trovavo che fosse ineluttabile il vagare tra scrittura, musica e fumetto. Anche F. la pensava così e certe notti passate a disegnare insieme mi mancano ancora. La foto scattata da mio fratello, è riaffiorata qualche giorno fa, mentre cercavo di fare ordine. ci ho pensato un po' e poi l'ho messa online. magari qualcuno si ricorda di altri anni. né più belli nè più brutti. solo altri.

playlist domenicale
Nicola Arigliano: Go man! (bellissimo!)
Manlio Sgalambro: Fan Club
The Nits: dA dA dA

9 commenti:

InRosa ha detto...

anche io...nella prima tavola che ho disegnato durante il mio primissimo soggiorno a Bologna...ho disegnato i tetti :°)

p.s
mi piacerebbe approfondire con te il discorso della coerenza affrontato alla conferenza con Baronciani!

Otto Gabos ha detto...

cara Lapunka, allargo il discorso al pubblico.
per chi non fosse presente all'incontro con baronciani alla Feltrinelli di Bologna. Gli chiedevo come mai c'è una forte distanza tra il Baronciani autore e il baronciani musicista. a un primo approccio le idffernze mi sembravano nette, ma forse sono solo apparenti. Mi era sembrato di notare meno in lui quel flusso assolutamente trasversale eppure unico e corente che per esempio è evidentissimo in David Byrne che si occupa di musica, cinema, ariti figurative ecc. la visione di Byrne è più che un leit motiv, un vero marchio di fabbrica.la posizione di baronciani che fa della differenza forse uno dei motivi di maggior interesse è altrettanto valida, dato che non esistono obblighi, né vincoli. la mia era solo una curiosità che riguardava a una presunta o meno progettualità. la coerenza intermittente insomma può essere voluta o assolutamente spontanea. sono due modi di esprimersi. Nle caso di uno spontaneismo totale (su cui però nutro qualche dubbio, visto che compito dell'artista è quello di interrogarsi) è plausibile un'assenza di risposte su metodo e motivazioni.

Anonimo ha detto...

accc.... è uguale al terrazzo di mia nonna. o almeno a come me lo ricordo. e le antenne, poi... piena epoca di profilerazione Tv private, no?

ah, i due ceffi son proprio bellini ;)

smoky

Luca ha detto...

Ciao, quando esce il prossimo Viaggiatore distante??

Otto Gabos ha detto...

l'uscita del secondo volume del Viaggiatore è prevista in primavara.
s'intitolerà Esilio Interiore.
penso di tenervi aggiornati pubblicando sul blog tavole a matita e anche qualcuna finita. sarà un modo di informare e di avere sostegno durante le nottate stto scadenza!

Andrea Mereu ha detto...

Ma quello è Franco Concu?

Anonimo ha detto...

da uno "ormai scuccato" che guarda con un po' d'invidia, adesso come allora, il "cespuglio" che avevate in testa.... ciao

Valter

ottogabos ha detto...

è buffo che una vecchia foto faccia incontrare persone che non vedo o sento da tempo. rispetto a quella foto ora ho i capelli praticamente bianchi e ho anche un aspetto meno rock'n'roll. uso volentieri le giacche e ogni tanto perfino la cravatta. con Franco (l'altro della foto) avevamo creato un duo che aveva a che fare con gli spazzacamini. pensavo che fossero delle creature ormai leggendarie, apprtenenti alle vecchie storie, a Mary Poppins. Molto dark, molto Cure. Poi anni dopo a Berlino li ho visti sul serio. avevano la faccia sporca di fuliggine e spesso trascinavano sulla schiena pesantissime ceste cariche di carbone. ce n'era per tutte le tasche. carbon fossile per i ricchi dell'ovest e robaccia tipo torba per quelli dell'Est. ad ogni modo certe stufe (come la mia) non facevano affatto calore e alla fine intabarrati come ci riduceva non c'era molta differenza tra viaggiatori in ozio come me e gli spazzacamini che invece lavoravano sul serio.

Anonimo ha detto...

Ciao MArio
Quanto tempo!
In un colpo solo rivedo te, Andrea Mereu, Walter Carta... Mentre con Franco ci vediamo e sentiamo, proviamo a suonare.
Il progetto "Spazzacamini", almeno a livello ideale non è morto: per me continuare a suonare, nonostante gli anni, nonostante tutto, è sempre un imperativo.
Con Franco abbiamo registrato qualcosa, ma da alcune settimane è praticamente irreperibile, sparito nel nulla!
Mi ha fatto piacere riscriverti dopo tanto tempo, io dopo 10 anni di esilio fra Barcellona, Palermo e l'Ogliastra, sono tornato a Cagliari.
Ciao, Corrado Zedda