sabato, ottobre 06, 2007

un'altra Berlino


Perché il verduraio quando mostra la frutta alla cliente dice sempre che tale uva pesca arancia viene dalla Sicilia mica dalla Spagna? In Spagna ci sono stato e la frutta era gustosa. Anche a Berlino l’uva era buona e gustosa per non parlare del pollo arrosto che chissà da dove veniva.

Cambiare cucina è sempre un momento di festa. Sono uno di quelli che passa ore nei supermercati e nei mercati. Mi piace capire cosa la gente del luogo mangia veramente. Osservo i clienti che fanno la spesa come una signora che nel piano gourmet dei magazzini KADeWe in mancanza del pesto ariginiale opta con disinvoltura per una salsa al gorgonzola che fa una fatica terribile a pronunciare.

Sono innumerevoli i motivi, le passioni che si compiono durante i viaggi.

È bello scoprire CD dimenticati e a volte bellissimi nelle ceste fuori dei negozi di musica. Quelle ceste con tutto a un euro o magari due. In una di queste ceste ( a tutto un euro) in un negozietto di Cd di musica classica di Potsdam ho scoperto La Terre Commune di Elliott Murphy e Iain Matthews. Due nomi che ho semrpe sentito ma che non avevo mai preso in considerazione. Mi sembravano vecchi quando ero giovane pure loro erano giovani e così sono stato sedotto da altre passioni. Ora che ho molti meno pregiudizi e non seguo le mode invece sono rimasto incuriosito. Il CD è bello, suoni raffinati e morbidi resi più taglienti dalla chitarra insidiosa di Oliver Durand. Ballate senza tempo come devono esser le ballate. Trovi rimandi sparsi. Il miglior Springsteen, Mark Knopfler (qualche bella canzone l’ha fatta anche lui) e perfino il grandissimo Matt Johnson (The The).

Lo sto ascoltando in questo momento in un sabato di un autunno che qui a Bologna non arriva.

A Berlino era invece quasi inverno. Molta pioggia che ha miracolato la maratona di domenica 30 settembre.

Ero lì a da spettare i passaggi del mio amico Muflo. Vedevo sfilare la gente. 41000 partecipanti. Era l’umanità a correre. Il senso della vita mi è apparso attraverso quella sfilata infinita con la colonna sonora delle percussioni a ritmo di samba di un gruppo sistemato ai bordi del cordone di protezione. Ogni tanto sostituivo a mente il samba con Fatboyslim e intanto i 41000 continuavano a correre. Ero commosso per l’impegno, la foga, l’entusiasmo e la determinazione. Tutte quelle cose che rendono l’essere umano ogni tanto bello.

Mancavo da Berlino da 6 anni. Come sempre è cambiata . come sempre è diventata un’altra città. Una bella città indubbiamente. Dove non si urla e gli spazi sembrano deserti nonostante sia popolata da svariati milioni di abitanti. Poche macchine e molti bambini. La vita costa sempre poco e non sembra sempre sul punto di fare qualcosa di assolutamente fondamentale e urgentissimo come in altri posti. Una metropoli moderna che ha cancellato forse per sempre quel periodo di dopoguerra permanente durato fino a qualche anno fa, quando dopo la riunificazione si era creata la città decadente per eccellenza, forse ancora più decadente da quella cantata da Bowie alla fine degli anni Settanta. La Berlino degli anni Novanta era laboratorio, era Weimar, era Brecht, ancora Stasi. Era il trionfo della maceria, il fascino dell’estetica rovinista. Poesia per animi sensibili e malati. I palazzi di Prenzlauerberg ora sono puliti e magari fra un po’ saranno al marzapane come quelli di Praga. Le case hanno i bagni (per fortuna!) e gli strascichi della DDR sono finiti come oggetti memorabilia molto chic in negozi per turisti.

Il Kebab però è sempre il migliore che abbia mai provato (Istanbul compresa).

Elliott Murphy, Iain Matthews, La Terre Commune, Coast Coast, 2001.

2 commenti:

sergio ponchione ha detto...

Conquistato dal tuo Catapult, per la gioia delle mie colazioni domenicali ho alfine comprato la macchina per il caffè americano...

ottogabos ha detto...

bravo sergio, hai fatto bene. se uno smette di ostinarsi nel fare i paragoni tra i vari caffè che si bevono nel mondo si riesce ad apprezzare il caffè nelle sue varie declinazioni. il caffè americano èp una di queste. il caffè catapult è una miscela esplosiva che oltre al caffè offre tracce di guaranà, yerba mate, dong quai. in pratica una bomba.