sabato, giugno 24, 2006

disegnare all'idroscalo


eccomi qualche settimana fa al MI AMI di Milano ritratto da Sergio Ponchione. Molte zanzare in giro

2 commenti:

crepuscolo autunnale ha detto...

Ma perchè la gente dietro stava così distante? Usavi penne radioattive?

Otto Gabos ha detto...

la battuta ilare del misterioso crepuscolo autunnale mi ha fatto ricordare che avevo in mente di scrivere un post sugli strumenti da inchiostrazione. spesso quando si parla di strumenti tecnici si parla solo di tecnica, quasi mai delle sensazioni che si provano e che variano a seconda del mezzo usato. per esempio in questo periodo mi piace usare strumenti poveri, pennarelli da cartoleria sotto casa. credo che ci sia molto da imparare. spesso i limiti spingono alla ricerca di nuove soluzioni grafiche. è da tempo che lavoro per arrivare a un segno che abbia la freschezza disinvolta dello "schizzo al telefono" con un certo rigore stilistico. non dico niente di nuovo, penso che sia un obiettivo comune a parecchi autori. le strade scelte variano e così pure i mezzi scelti. approcciarsi con entusiasmo e curiosità a un pennarello, a una penna biro, a un pennino ecc. fa riflettere su quanto si è fatto e ti fa scoprire nuove soluzioni. il pennarello sottile crea un rapporto profondamente diverso con il foglio bianco. pochi segni sottili a volte mi sembra abbiano più solidità di un segno più robusto tracciato con il pennello che per raggiungere compiutezza necessita di zone di nero totale. sperimento e prendo appunti. è questo procedimento che chiamo aritigianato. è nella confezione, nella prassi che affiora l'opera manuale. il resto è scrittura.