martedì, giugno 27, 2006

Migrazioni segrete

Seduto con la finestra spalancata ad ascoltare i Mercury Rev. Lo sguardo supera i tetti verso il cielo azzurro canicola. Ho bisogno di sensazioni di freschezza e I Mercury Rev mi danno questa sensazione. Hanno un tappeto sonoro ampio e articolato, disseminato di invenzioni armoniche audaci. Se fossero esistiti come gruppo negli anni Settanta forse avrebbero fatto progressive, magari diventando i cugini più coraggiosi dei Genesis. Invece sono qui e ora e vanno avanti da una quindicina d’anni. Ultimamente mi capita di rado di mettermi ad ascoltare un disco, dedicando tutta la mia attenzione solo ed esclusivamente al disco. Mi capita molto più spesso che la musica diventi la colonna sonora del mio lavoro. Scelgo la musica a seconda dello stato d’animo o della scena che devo disegnare o scrivere e poi inizio con la stesura. Penso che sia un po’ offensivo per la musica, ma sotto scadenza non posso fare altrimenti. Invece domenica mattina ho ascoltato “The secret Migration” e basta. Un disco con un titolo così bello non che intrigare all’istante. Do molta importanza ai titoli. Ripeto frasi, nomi, sequenze a voce alta, alternando questa pratica con la reiterazione di scrittura su carta e “Migrazioni segrete” suona proprio bene, rivela un mondo e invita a entrarci. E così ho fatto. L’ho ascoltato con attenzione anche ieri e oggi l’ho usato mentre inchiostravo la quinta pagina della storia su Fantomas. È un periodo questo che mi fa trovare perfettamente a mio agio con i Mercury Rev, con i loro cugini Flaming Lips, e ovviamente i dEUS. Ci sono molte analogie tra queste tre formazioni. Le invenzioni sonore, come dicevo, l’approccio trasversale al genere, i suoni difficili da etichettare e accomunare a una precisa direzione. C’è molto sogno, niente retorica e un tessuto sonoro da sfogliare. Mi stanno dando un grande aiuto mentre sono al lavoro progettando una storia scritta. Trasferisco le sensazioni della musica nelle parole che scrivo. I libri in una fase come questa devono stare chiusi. Mentre scrivo faccio letture molto leggere. A parte Pasolini che mi accompagna con i suoi scritti corsari durante l’andarivieni in autobus, mi rilasso con i supereroi. I soliti Marvel che leggo da sempre. Devil per esempio. Leggo per un piacere infantile di leggere. Quando mi sento pronto faccio piazza pulita dei segnali e inizio le operazioni di scavo. Ieri sono sceso per tutta la mattina nel luglio del 1980. Una scrittura con ritornelli spezzettati forse un po’ influenzata dall’ascolto dei Mercury Rev.

2 commenti:

alberto casiraghi ha detto...

come ti dicevo all'idroscalo, parli di gruppi che amo e ho amato molto. abbiamo molta sintonia in gusti musicali. Secret migration però non mi pare un disco riuscitissimo anche se l'affetto che mi lega a questo gruppo me l'ha fatto comprare comunque. Rimango dell'idea che i MR abbiano sparato le loro migliori cartucce nei primi 3 LP. I Flaming Lips invece hanno aftto un cd incredibile quest'anno. Sono andato a vederli a Ferrara dove si sono esibiti in uno show pazzesco e pazzoide. Mi sono fatto anche fare una foto abbracciato a Wayne Coyne, neanche fossi una fan quattordicenne di Robbie Williams!

Otto Gabos ha detto...

però Desert Song che appartiene alla produzione dei MR oltre il terzo album è bellissimo lo stesso.
mi rode non essere stato a Ferrara. appena posso mi rifaccio con il CD dei Flaming Lips. Ma a te piaceva Syd Barrett?