sabato, novembre 25, 2006

Gli incontri con gli autori

Questo è un periodo denso di iniziiative, di mostre, di festival, di uscite. un perido in cui il contatto con pubblico è stato molto più frequente del solito. sono stato protagonista o spettatore di incontri con i lettori dalle modalità molteplici. certi più riusciti di altri. certi più consoni alla mia sensibilità.
la riflessione che ho fatto riguarda alla necessità assoluta che provo nell'avere un contatto diretto con legge le mie cose, una necessità che però va oltre la canonica presnetazione che prevede il sottoscritto seduto dietro a un tavolo in compagnia di un intervistatore e gli altri a seguirmi in paltea.
mi attira fare altro. qualcosa che vada sempre più verso la direzione spettacolo. non so come definirlo e allora uso un generico e forse improbabile spettacolo.
ho delle idee.
però prima di raccontarle qui sul blog mi piacerebbe sentire qualche vostro suggerimento. ecco qualche domanda

come vorreste gli incontri con gli autori?

cosa ne pensate di quelli che mi hanno visto come protagonista?

preferite un incotro basato su un solo libro con molta narrazione o preferite qualcosa di più tecnico e ampio?

perché il pubblico è restio a interagire?

consigli.

vi ringrazio e vi lascio alla playing list quotidiana.

the seahorses: do it yourself

roland orzabal: tomcats screaming outside

talking heads : the name of this band... CD 2

7 commenti:

InRosa ha detto...

come vorreste gli incontri con gli autori?
R: bhe come l'ultimo!o come quelli con Baronciani!insomma...divertenti e senza alcun ritegno :P

cosa ne pensate di quelli che mi hanno visto come protagonista?
R: bhe ne ho visto solo 1 con te protagonista ma...mi è piaciuto ^^

preferite un incotro basato su un solo libro con molta narrazione o preferite qualcosa di più tecnico e ampio?
R:più tecnico e ampio o/

perché il pubblico è restio a interagire?
R:per quanto mi riguarda...non voglio dare troppa aria alla bocca :D e cmq intervengo solo se è davvero qualcosa di impellente...altrimenti ci si incontra e si scambia due chiacchiere dopo ;)

p.s...ti ho aggiunto ai miei link! ;)

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

secondo me sei molto adatto alla versione pubblico e sei fatto per stare in scena. hai le capacita e il carattere per farlo, alcuni aspetti di relazione devono essere valutati e modificati a mio parere. il che significa mettersi in gioco davvero pero.

Otto Gabos ha detto...

ok mi va bene mettermi davvero. ma potresti spiegare in maniera più approfondita il tuo punto di vista?

Anonimo ha detto...

a voce con un po di tempo
sabina

nuvoleonline ha detto...

olà, finalmente un pò di dibattito :)

Devio prima l'attenzione dal tema principale perchè devo proprio dirtelo: bello, proprio bello lo stile di disegno che hai usato per la storia di Fantomas.
Mi avevi appena stupito col viaggiatore distante ed ora ecco qua, una nuova freschezza e leggerezza del segno. Complimenti, mi stupisci e mi piaci sempre un sacco come autore.

Torniamo al tema: le presentazioni. Intanto mi dispiace per Padova: mi sono affidato alla promozione Feltrinelli, ed abbiamo visto il risultato. Forse è questa ambizione agli spazi "ufficiali" che spesso delude. Sono sicuro che con Massimo Semerano al Copyriot cafè (il 6 dicembre!) andrà molto meglio, perchè si tratta di una realtà aggregativa composta da tante persone, che seppur non interessate al fumetto almeno mostrano curiosità rispetto alle novità. E giocando "in casa" si potrà promuovere attraverso la radio, volantinaggi all'università etc... cosa che ovviamente per Feltrinelli non mi sentivo di fare. Insomma, un clima più simile alla 24hic a Radio Sherwood che tu, seppur venuto solo il sabato e non di sera, dovresti conoscere un poco (sì insomma, lo dico e chi ci è stato lo sa bene: spritz!).

Comunque, essendo tra i pochi che hanno assisistito alla presentazione in Feltrinelli a Padova, qualche appunto mentale: bravi e impeccabili tu e Omar nel rapporto domanda/risposta, ma forse troppo distanti dal pubblico. Soprattutto quando ci sono poche persone secondo me si dovrebbe sforzarci di essere un pelo più "biopolitici" (pardon, conosci la mia "estrazione"), socievoli e vicini a chi ci ascolta. Magari a volte è utile passare subito alla fase "disegnino", a volte no.

Mi sembra che quello che, ancora, colpisca di più l'attenzione verso il pubblico di eventuali presentazioni di fumetti sia l'istantaneità del segno dal vivo: ragiono intendendo per "pubblico" quello non strettamente appassionato e motivato nei confronti del fumetto.

Lo vedo anch'io nel mini-tour che sto facendo per Fortezza Europa in questi mesi (spesso associato a GEvsG8): quando non scatta con relativo automatismo la complicità del "disegnino" ci si porta a casa le copie. Quando con naturalezza parte il primo, poi una buona percentuale dei presenti concede una possibilità in più al libro.

Quest'anno a Lucca non ho visto alcuno showcase, però da quanto ricordo dal passato consiste in un disegnatore che risponde alle domande di un interlocutore autorevole mentre disegna, e ciò che disegna viene proiettato alle sue spalle su schermo gigante.

Ecco, questo a naso mi sembra un bel modo.

Fare entrare "il disegno" nella presentazione, ecco.

Chiudo con questo sproloquio, a presto,
c.

Otto Gabos ha detto...

riguardo all'istantaneità do ragione a claudio con una precisazione. conta molto l'ambiente e il genere di utenza. non so per esempio se al pubblico di una feltrinelli possa interessare uno che disegni mentre parla e comunque sia ci vorrebbe un tipo di attrezzatura, vedi telecamera e schermo, che diffonda quello che disegni mentre parli. il passo allo show case di lucca è l'ovvia conseguenza. l'ho fatto all'ultima lucca ed è stato davvero molto divertente e pure altrettanto stimolante. essendo un incontro aperto al pubblico anche extra convention c'era di tutto e il disegnare mentre si parla funziona, catalizza e incuriosisce. entrare nella bottega, di qualsiasi tipologia aritigiana, è sempre un momento intimo e intrigante. mi viene da pensare ai mastri vetrai di murano o altre isole lagunari. l'atto coinvolge e spesso spiega più della parola. ma si tratta anche di attrezzature tecniche. quello su cui sto riflettendo è qualcosa che vada sempre più vicino al concetto di spettacolo. voglio comunicare il mio entusiasmo, il mio amore che ho per le cose che faccio e stare dietro al tavolo con il microfono non mi basta più. mi sono state davvero utili le esperienze di questi mesi a cominciare da quella di calgiari a settembre dove mi sono lasciato andare, dove sono stato in piedi e camminavo tra la gente. ho portato la storia, quella del viaggiatore in mezzo al pubblico e ho portato loro in mezzo alle pagine del libro. è stato l'inizio di qualcosa di nuovo che sta crescendo con ogni nuovo incontro. questi piccoli show sono un po' l'equivalente dei concerti per un musicista. la mostra con presentazione a volte è una liturgia troppo fredda che non lascia spazio ad altro. l'opera dell'autore può arricchirsi di altri tasselli che trascendano il libro stesso (visto che di solito faccio libri, ma potrebbe essere anche altro).
propongo a claudio di pensare insieme se ti va qualcosa di globale che si appoggi su una comunicazione strutturata che vada dall'evento alla diffusione.
nel frattempo ti ringrazio per i complimenti per il viaggiatore e fantomas. con il viaggiatore ho rotto il ghiaccio, con fantomas ho preso coraggio e adesso mi sento quasi pronto ad affrontare un testo con quella leggerezza che ho usato per la microstoria sull'ultimo mondo naif. da una parte lavoro di muscoli e di scioltezza, dall'altra piccone su blocchi mentali e sentimentali.