mercoledì, novembre 29, 2006

Il mare come antidoto


Oggi trovavo il grigio e l'uggia davvero insopportabili. mi sentivo come gli antichi galli di Asterix che se ne andavano in giro con lo scudo a ripararsi la testa dalla caduta del cielo pesante e di piombo. Meno male che novembre sta finendo. Riguardando tra i disegni fatti in estate ho trovato questa tavola che pubblico e potrei usare come antidoto. C'è il mare, c'è il tempo dilatato, c'è la lentezza. è la prima pagina di una fiaba per mio figlio. Per ora c'è solo questa, il resto è da qualche parte, magari in un'altra estate.
L'ho disegnata poco prima di Fantomas, anzi sono le prove generali fatte su formato ridotto. ho lavorato alla cieca, guidato solo da un'idea e dalla ricerca di un segno il più intimo possibile.

playlist:
Peter Gabriel: Up
Radio Head: ok Computer (era da molto che non l'ascoltavo e il tipo della lettura del gas ha apprezzato molto la mia scelta)
Depeche Mode: Playing the Angel
David Bowie: Reality

6 commenti:

nuvoleonline ha detto...

il "nuovo" corso dei tuoi disegni continua a piacermi parecchio.

Per quanto riguarda noi, scusa se non rispondo sempre celermente, la settimana è impegnativa.

Comunque ritornando a noi: mi incuriosisce un sacco sapere come è stata questa presentazione a Cagliari a cui ti riferisci, in cui pare hai tirato fuori il tuo lato "showman".
A mia memoria, le presentazioni di Alessandro Baronciani sono un vero show a tema il fumetto, a metà tra il didattico e la performance...

dettagli, otto, dettagli!
Un saluto,
c.

Otto Gabos ha detto...

hai ragione, claudio, dettagli!
e quindi eccoli. il luogo era un caffè con spazio adibito a performance live. forse c'era un ripiano o forse era solo una mia impressione. la situazione era comunque quella da teatrino off, solo che le pareti non erano dipinte di nero. un gentile addetto al computer proiettava alle mie spalle immagini tratte dal viaggiatore e io ero solo in scena. senza presentatori, mediatori, fustigatori, suggeritori. non essendo nessuno che chiedeva sono stato io a raccontare. ho raccontato il viaggiatore e come l'ho fatto. la narrazione, è chiaro, era rapsodica, digressiva, sbandavo paurosamente addentrandomi in altri territori, ma poi, grazie alle immagini, tornavo a pallino, a bomba. in qualche modo era come se stessi riscrivendo la storia. si sa che spesso a raccontare le proprie storie, capisci dei passagi che non avevi considerato. è un po' una scoperta che si fa sul campo in diretta. è così è stato. quindi più affabulazione e meno dstacco. anzi niente distacco. l'ideale sarebbe se in mezzo al pubblico ci fosse la spalla, un provocatore, quello che ti dà gli agganci giusti. l'ideale sarebbe proprio scrivere una sorta di canovaccio, una guida da seguire, coordinare bene le immagini con il percorso narrativo. oltre ai disegni ci vorrebbero foto dei luoghi, delle persone e per finire un buon risultato si otterrebbe anche con l'aggiunta di un commento sonoro. come vedi alla fine la canonica presentazione vira decisamente verso di qualcosa forse imparentato con il teatro, senza scomodare il Teatro. sarebbe di sicuro qualcosa che va oltre la scrivania il microfono, la bottiglia di acqua minerale e una pattuglia di coraggiosi che ascoltano.
sono graditi suggerimenti.
grazie.

Anonimo ha detto...

se vuoi la prossima volta che scendi a Cagliari ne parliamo... magari ti faccio da spalla, magari.... ;)

cmq, nei tuoi disegni "nuovi" (ma poi davvero "nuovi"?) vedo un po' di Guy Davis, che, come ammetti tu stesso, ami... ma sicuro è la distorsione solita di vedere sempre, o cercare di vedere, il già visto... di aggrapparsi ad una conoscenze che si ha...

cmq, un abbraccio da una ancora luminosa e calda Sardegna

smoky man

PS.1: ricevuta scan pirata?
PS.2: vieni a trovarmi sul blog?
PS.3: ti volevo chiedere un paio di cosette. per cui scrivimi via email ;)

Otto Gabos ha detto...

l'atto di andare a cercare continui riferimenti è una prassi comune che in qualche modo facilita l'approccio, definisce contorni e appartenenze quando non si trasforma in sfoggio di erudizione. non è il tuo caso questo. del resto avevi colto nel segno. guy davis è un autore poco conosciuto in Italia che ho guardato spesso in questi ultimi anni. mi piace la sua spontaneità, a volte sghimbescia, raggiunta e applicata al mondo dei supereroi. autori come davis e qualche altro moto trasversale sono la dimostrazione pratica che si può irrompere nell'universo mainstream con un segno apparentemente distante. davies un po' come lo sfar del fumetto popolare e d'avventura. mi piace trovare punti in comune sia come spirito che come cifra stilistica. quello che vado cercando è proprio questo, un modo di esprimermi trasversale che mi consenta di raccontare situazioni e in ambiti molto diversi. In Italia vedo su questa strada, anche se con approcci stilistici assai differenti, sia Toffolo che Bacilieri. Anni fa Cavazzano stava intraprendendo questa strada ma poi ha smesso e la sua versione dell'Uomo Ragno, va troppo in una direzione.
i pirati li metto sul blog in uno dei prossimi post.

Anonimo ha detto...

ciao caro, grazie per celere replica e belle parole su di me ;)

Aspetto di vedere i tuoi/miei pirati sul tuo blog, allora.

ti mando via email delle foto "matrimoniali"... capirai, capirai...

a prest

Anonimo ha detto...

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