martedì, novembre 21, 2006

Jack Psycho Killer


questa pare fosse la faccia di Jack lo Squartatore. un buzzurro con i baffi e il mascellone, mica un medico aristocratico come ci aveva fatto credere Alan Mooore. ci sono voluti anni di studi per arrivare a questa faccia. che dire? una faccia d'altri tempi, una faccia da oggi le comiche, faccia di vecchie foto, una foto come tante di una persona come tante e quindi anche probabile in veste di archetipo serial killer. preferisco comunque continuare a aimmaginarlo come l'ho sempre immaginato, ossia una figura cangiante umorale e per questo indescrivibile. è il buio è il male è la volgarità celata.

meglio parlare d'altro. per esempio dei Talking Heads. L'altro giorno avevo proprio volgia di ascoltarli. era da tempo che non mettevo più su un disco loro. Li ho tutti in vinile e a Cagliari per giunta, così ho comprato The Name of this Band... in versione ampliata. nel secondo CD c'è in pratica tuta la versione live di Remain in Light quando Byrne e soci andarono in tour con una band di una decina di elementi. un'orchestra. Leggendo tra i credits mi accorgo che la prima parte della raccolta era stata registrata Live il 17 novembre 1977 a Maynard nel Massachussets. Ho comprato il disco sabato 18 novembre esattamente 29 anni e un giorno dopo. Io ero un ragazzino del liceo che aveva appena scoperto in una botta sola il primo disco dei Devo, il primo degli Ultravox e il primo dei Talking Heads per l'appunto. tutti prodotti da Brian Eno. a riascoltare quei suoni dopo tanto tempo non ho provato quel senso di datato di malinconica nostalgia un po' patetica che mi prende che so con i Visage o altre leggerezze dei primi '80. Ci sono ancora passaggi, atmosfere, soluzioni armoniche che hanno mantenuta intatta tutta la loro freschezza ed è questo che fa la differenza. dall'avvento del punk in poi c'è stata un'accelerazione improvvisa durata sei o sette anni e poi un quasi congelamento che dura tutt'ora. troppo veemente è stata la spinta per poter reggere con la stessa intensità nei decenni successivi. si va a passo compassato, quasi di lumaca in un continuo esercizio di ripasso e di recupero. siamo già al revival del revival della new wave (Blur prima metà anni '90, un'infinità di gruppi, Franz Ferdinand su tutti adesso). in uno dei miei corsi viene un ragazzo sui sedici anni con tanto di cresta, chiodo, anfibi dr. martens, pantaloni stretti scozzesi con cerniere e borchie, ttuo in perfetto stile Punk 77. ci sono pochi punk in giro e la loro apparizione desta sutpore, curiosità a volte timore. Oggi come allora. qualcosa vorrà anche dire.
è strano che alla fine gli zii ascoltano la stessa roba dei nipoti, quasi senza litigare, quasi in armonia totale.fa sorridere che sia il punk nichilista a individuare e sancire un accordo transgenerazionale.

8 commenti:

ponk ha detto...

Appena ripreso il sottovalutato (a torto) Speaking in Tongues ampliato in cd. E risentir squillare remastered una meraviglia come This must be the place (naiv melody) è un sollievo per lo spirito.

Ebe ha detto...

Che dire …mi ricordi il 1984 quando arrivai a casa tua e mi aprì la porta Bebe vestito di pelle nera, Bellissimo!!….e tu nel salone a disegnare con la musica dei Talking Heads …. Un bacio

InRosa ha detto...

fantastici gli Ultravox e Brian Eno :°°°) chissà se quel punkettino del corso li conosce :°°) ...ah..posso metterti nei link nel mio blog ;P

Ottavio ha detto...

Chi era Bebe in pelle nera? L'ho conosciuto?
Ma forse nel 1984 eravamo ancora un po' distanti...
Certo che l'immagine che ha evocato la tua amica Ebe è piuttosto forte! Tu in casa a disegnare in compagnia di un tipo a dir poco ambiguo...
Sadomaso? Punk? Potrebbe anche essere un palombaro! Va be', torniamo alla musica...
e aggiungo che My Life in the bush of ghost (1979?) mi aveva cambiato un po' di prospettive! E poi c'era Frigidaire, e mio nonno portava a casa Il Male, e in prima superiore sentii per la prima volta London Calling...sono discorsi da babbione, come si dice a Bologna?
Comunque fu scioccante in quel periodo passare dalla parrocchia, dai primi tristissimi baffetti/peluria all'esplosione New Wave!
Ed ora mi accorgo con stupore e piacere di incontrare ragazzi con la spilletta dei Clash.
Caro Otto, stiamo invecchiando?
Infine... mi sento vagamente alternativo nell'ascoltare i superbi Tindersticks (forse anche loro un po' stagionati...)

Otto Gabos ha detto...

Bebe era mio fratello. era un bel ragazzo tenebroso che oltre a disegnare suonava anche la chitarra. i pantoloni di pelle nera li usavamo a turno. li avevo comprati facendo il cameriere in un hotel a londra. erano pantaloni bellissimi. riposano nell'armadio a Cagliari così come tante altre cose. nell'84 ascoltavo moltissimo i talking heads. Remanin in light era irraggiungibile ma rispetto alla critica tormbona e rompipalle burning down the house , hit di Speaking in Tongue mi faceva scatenare in balli corroboranti. a distanza di qualche secolo, quel disco mi piace e basta. e pure i Tom Tom Club!

Otto Gabos ha detto...

play list odierna:
richard hawley: Late night final
mario venuti: magneti
david byrne:grown backyards (gentilmente prestato da ottavio)
world party: bang!
610 con greg e lillo su radio2

ottavio ha detto...

Caro Otto, mi spiace averci scherzato su, non conoscevo il suo diminutivo...

Otto Gabos ha detto...

rispondo alla punka.
sei ancora più incredibile di ponkio che pue essendo infinitamente più giovane di me sembra che abbiamo vissuto la new wave insieme.
mi riallaccio alla uta suggestione sugli ultravox. mi hai fatto venire voglia di scrivere qualcosa. a 19 anni avevo fatto un poster con lor e eml'ero appeso in camera. era appena uscito Rage in Eden. il poster anche se scolorito c'è ancora.
ieri vicino alla stazione ho visto un manifesto pubblicitario che annunciava un concerto di john foxx e ultravox a cento il 2 dicembre. direi che è un'occasione imperdibile.
se non li conosci ti suggerisco metamatic e the garden. due pietre miliari, specie metamatic che è dell'80.
buon ascolto!