lunedì, aprile 24, 2006

immaginari condivisi


Non mi aspettavo che durante la trasmissione radiofonica di Radio CittàFujiko che mi ha visto ospite sabato scorso ci fossero anche i contribuiti, sotto forma di testimonianze registrate, degli amici disegnatori coinvolti in gente Comune. È stata una bella sorpresa e quindi ringrazio Laura Pasotti e Andrea Antonazzo per come hanno orchestrato la scaletta della puntata del loro programma. Un bel programma sul fumetto con musica interessante, diversi spunti e un buon ritmo radiofonico che non è un dettaglio da poco. Le testimonianze degli autori mi hanno offerto una serie di riflessioni su cui sto rimuginando da ieri non appena sono uscito in via Paolo Fabbri, sede della radio. Riflessioni che riguardano il fare fumetto e il confronto con storie e personaggi altrui. Perché alla fine Gente Comune è stato anche questo. Autori diversi che si sono trovati a volersi confrontare con un’idea e un mondo narrativo alieno, partorito e manovrato da un altro. Niente di nuovo. Disegnare storie scritte da altri sceneggiatori per serie già esistenti è prassi editoriale comune. Quasi tutti i seriali sono realizzati in questo modo. Nel mondo è la maniera più normale per fare i fumetti. Io però non ho mai fatto un seriale né pensavo di farlo con Gente Comune. Volevo solo che altri autori interpretassero delle mie storie con personaggi che avevo già usato in precedenza. Volevo che l’interpretazione fosse libera e distante dalla mia visione autoriale, volevo che gli autori offrissero e mettessero qualcosa di loro che andasse al di là delle regole dell’ortodossia. Non è frequente progettare un libro con questo tipo di struttura e non si tratta nemmeno di un libro che vede un gruppo di autori rendere omaggio a un autore o a un personaggio famoso. Gente Comune è stato fatto da autori che vivono nei loro mondi abituali e che irrompono con un’edizione staordinaria in un altro mondo di un altro autore.
Non è stato facile per tutti. Massimo Semerano, anche lui come me è abituato a farsi le storie da solo e tutt’al più a scriverle per altri. Ha vissuto l’esperienza con qualche conflitto. Lo capisco e lo capisco anche di più perché obiettivamente la storia che ha disegnato aveva una partitura tra le più difficili. Eppure quando l’ho vista finita mi sembrava una storia assolutamente di Massimo Semerano. C’è stata un’assimilazione osmotica reciproca. Il discorso vale per tutti gli altri. C’è stato uno scambio continuo di comunicazione.
Nel suo intervento radiofonico Onofrio Catacchio ha sviluppato questo punto dell’assimilazione/interpretazione proponendo un passo ulteriore in avanti che ipotizza in un prossimo volume di Apartments una completa autogestione da parte dell’autore ospite che non si limiterebbe più solo a disegnare ma anche a scriversi la storia.
La suggestione di Catacchio segue di pochi giorni un’altra suggestione/provocazione di Luigi Bernardi che proponeva, mutatis mutandis, un’antologia in cui otto scrittori diversi compongono otto episodi diversi che poi sarò io a disegnare. Il nono me lo posso fare io in solitaria.
Uno scambio continuo e totale di ruoli e contributi. Apartments diventa un punto di partenza comune, un cantiere aperto. Potrebbero essere due antologie davvero interessanti se non altro per vedere come si sviluppano intrecci, fili narrativi, espressioni emotive e stilistiche estrapolate da un contesto privato com’è stato Apartment fino a poco tempo fa. In questo modo il progetto assumerebbe sempre più una natura condominiale e non solo per quanto riguarda la struttura narrativa.
Non mi resta che proporre il primo sondaggio:
Sareste favorevoli alla realizzazione di queste due nuove antologie di Apartments?
La rielaborazione, interpretazione, possessione di personaggi già esistenti mi affascina moltissimo e non penso affatto di essere l’unico. Mi piacerebbe raccontare una storia usando uno o più personaggi di altri autori, di altre epoche. Senza ironia, con un approccio assolutamente serio. Non sarebbe un’appropriazione indebita ma penso solo un atto d’amore. Tuttavia ritengo che tale atto potrebbe incorrere in qualche fraintendimento e problemi da un punto di vista legale. Sarebbe interessante vedere una serie di personaggi trasformarsi in maschere pubbliche come quelle della commedia dell’arte. Personaggi che moltiplicandosi, smembrandosi e ricomponendosi assumerebbero davvero una reale dimensione popolare.
Lancio anche il secondo sondaggio e mi rivolgo soprattutto agli autori:
Sareste disposti al sciare che altri autori usassero i vostri personaggi nelle loro storie?
Chiudo allegando una vignetta del Viaggiatore. Sono a buon punto, recupero posizioni. Spero che rpeso lo possiate leggere anche voi.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Lasciate perdere! Gente Comune non e' proprio il massimo, anzi. Appartments era carino, ma il Gente Comune sa tanto di narcisismo autoreferenziale. Un gruppo di amici che fa cose assieme senza un briciolo di autocritica. Ottimi pero' i disegni. Anche il volume Frontiera soffriva dello stesso problema. Suggerisco di impiegare il proprio tempo a fare qualcosa di piu' costruttivo che guardarsi l'ombelico.

remo ha detto...

Sorvolando sul superfluo commento anonimo di sopra, cerco di rispondere alla prima domanda (la seconda mi riguarda ben poco, visto che ho pubblicato pochissimo):
"Sareste favorevoli alla realizzazione di queste due nuove antologie di Apartments?"
Assolutamente si.
Poi, per me, Apartments è stato il primo approccio con le tue opere, ed è interessante vedere come possa evolversi negli anni, con suggestioni e "mani" differenti.
Ciao
r--

Otto Gabos ha detto...

caro anonimo (che peccato però che a volte non firmiate con i vostri nomi) intanto grazie del contributo al dibattito.
ti chiedo anche se ne hai voglia di approfondire le tue affermazioni, specie riguardo quelle al marcisismo autoreferenziale.

Anonimo ha detto...

Ciao Otto sono andrea. Mi intrometto nella discussione pur non avendo ascoltato l'intervista radiofonica causa latitanza in Toscana(spero sia scaricabile dal sito della radio comunque).
Mi associo all'assolutamente si riguardo alle due nuove antologie di Apartments e mi dilungo nello spiegare il perchè (è la prima volta che scrivo in un blog e voglio esagerare!)
Il mio divertimento nel partecipare a Gente Comune andava al di là del lavorare in totale libertà riversando tutto il "me" sulla sceneggiatura di un friend. La prima volta che mi capitò di leggere un episodio del tuo ciclo (grazie a Fabian tra l'altro) notai che le pareti delle case e i vestiti dei personaggi disegnati emanavano un odore. C'era una specie di sottofondo musicale olfattivo che accompagnava Mazel& Co. Sembrava di osservare i pesci in acquario sporco. L'atmosfera lattiginosa e densa da cui affiorano i personaggi mi suggeriva subito un odore. La città post dry rain l'associo ad un effluvio che ha impregnato tutto ciò che è all'interno della cupola.
La sfida nel realizzare il mio episodio è stata allora cercare di dare una mia versione di questa dimensione olfattiva che tarspariva dalle tue pagine. Un qualcosa che va ben al di là di un incursione personale su personaggi altrui.
Per questo penso che la serie possa spingersi ancora oltre attraverso queste nuove idee che hai menzionato. Apartments può diventare una specie di interzona in cui transitano vari autori che trovano spunto dalla dialettica tra il loro mondo e il tuo. Questo tipo di dialettiche crea sempre delle sintesi nuove che offrono altrettanti spunti che a loro volta si diramano e si trasformano ulteriormente. Apartments può essere il primo esempio di serie mutante e mi pare un contenitore appropriato per la ricombinazione genetica.

Anonimo ha detto...

Sono sempre Andrea. Mi volevo soffermare anche sul "narcisismo autoreferenziale" messo in ballo dall'anonimo in cima alla pagina. E'un'accoppiata di termini che sentivo spesso quando frequentavo l'Accademia. Mi ha sempre fatto scompisciare perchè lo associo subito alla masturbazione (c'è qualcosa di più autoreferenziale dell'onanisno?).
Gente Comune non mi sembra abbia ache vedere con l'autoerotismo. Ognuno ha fatto la sua session sessuale con Gabos (spero mi si passi la metafora...) e tutti insieme poi abbiamo partecipato all'orgia colletiva del libro finito. Un' orgia che è sotto gli occhi di tutti e le orgie, com'è noto, hanno davvero poco di autoreferenziale e si spingono ben oltre l'ombelico.

Gianluca Costantini ha detto...

Porto dei Santi
diario di viaggio

I disegni fatti in viaggio, pezzi di memoria condivisi...
http://portodeisanti.blogspot.com

Anonimo ha detto...

condivido posizione del primo anonimo.
ad Andrea dico che le orgie sono ben altra cosa per fortuna

Anonimo ha detto...

Sono il primo anonimo. Rileggo il mio post, forse sono stato un po' troppo duro, ma sostanzialmente rimango della mia posizione. Ritratto solo l'antipatico suggerimento, naturalmente impiegate il vostro tempo come meglio vi pare. Aggiungo solo che gente come voi (non Comune), con il vostro talento potrebbe aspirare a ben altro. Con tutto quello che succede in italia e nel mondo, le vostre mi sembrano fughe dalla realta'.

Anonimo ha detto...

La tua ultima frase mi interessa, che cosa significa? Con "ciò che succede in Italia e nel mondo" a che ti riferisci esattamente? Si dovrebbe solo fare fumetti attinenti alla realtà e alla crisi internazionale? Tutto il resto si riduce ad una misera e sterile fuga dalla realà? Avrò capito sicuramente male perchè mi pare una tale sciocchezza...
Illuminami per favore
andrea

igort ha detto...

A Mario', e aggiornalo ogni tanto il blog. C'è un nuovo papa; lo sai? Anche un nuovo presidente. Datti una mossa.

abbracci

Ebe ha detto...

Ciao!! sono d'accordo con Igort, hai finito il carburante?? Comunque... Ho letto Appartaments e ti faccio i miei complimenti....quando il prossimo numero? un bacio Ebe

Anonimo ha detto...

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