martedì, aprile 18, 2006

l'ultimo giorno di Elvis

Mi piace andare in giro per le (ormai poche) librerie dell’usato. Vittima della passione dei sensi di colpa compro quasi sempre qualcosa che prima o poi leggo nel corso del tempo, specie nei momenti di vuoto. Uno degli ultimi acquisti è stata una biografia su Elvis Presley. Un tascabile in brutte condizioni, sgualcito, vissuto, letto più volte, pasticciato di scritte. Apparteneva a una ragazza. Anche senza leggere il nome lo si capisce. Usa quella calligrafia tonda e grassa molto simile a quella delle compagne di classe ai tempi del liceo. Quando ne sentiva la necessità sottolineava, commentava. Un’esternazione continua che distrae. Quasi un libro nel libro e a volte è proprio lo spirito voyeur a vincere.
Mi chiedo perché poi ci si debba disfare di un libro che si ha amato tanto, che ti ha accompagnato magari anche in momenti cruciali. Com’è che si cambia così tanto, com’è che si arriva all’esigenza di disfarsi di una parte di sé in un modo così netto. Però il libro non viene distrutto, non viene fatto a pezzi, non viene bruciato ma piuttosto ceduto, anzi venduto. Le tracce del passaggio, della cannibalizzazione vengono lasciate intatte nella loro sfrontatezza incuranti di una qualsiasi forma di pudore. Mi fanno pure questi atti esagerati nella loro sicurezza ostentata. La storia di molti di noi né è piena. La contraddizione e il successivo superamento fanno parte della crescita e dell’essenza, del nerbo dell’individuo. Benvengano sempre. Non mi sono mai piaciuti gli atteggiamenti assoluti e totalizzanti, quelli che ti vengono sbattuti in faccia quasi per obbligarti a schierarti. Il bisogno di appartenere per forza alla tribù sempre in guerra.

In quella forma di dedica, tributo, omaggio d’amore dichiarato e suggellato dall’impronta delle labbra cariche di rossetto c’è tutta quella carica vitale di una ragazza che ora avrà 16 anni in più rispetto alla data scritta in alto. Mi piacerebbe incontrarla e le chiederei perché è finita con Elvis e se ci sono stati altri dopo di lui.

Ho letto quella biografia di Elvis e dopo un po’ sono andato direttamente alla fine, nei pressi della sua morte. All’ultimo giorno. Alla serie infinita di psicofarmaci allineati sul comodino.
Nomi di medicine che possono essere veri o di fantasia che non cambierebbero nulla. Conta solo la quantità e il rituale che si reitera.
Quaalude, Secondal, Tuinal, Amytal, Valium, Demerol, Valmid, Placydil.
Nomi esoterici, elitari e lontanissimi. Suonano come i personaggi goffi di un brutto romanzo fantasy.

11 commenti:

francesca ha detto...

Il sottolineare è un passaggio obbligato per me. forse lo sai.
Lo faccio quando trovo passaggi che rispecchiano mie sensazioni ed opinioni. E' confortevole e inappagabile, quando accade, e forse è il motivo principale per cui mi piace leggere. Perché è come se l'autore penetrasse nel mio cervello e si impossessasse delle sensazioni e dei pensieri che fanno parte di me in un determinato istante della vita, e me li ponesse davanti agli occhi così, scritti su carta e formulati in maniera perfetta e ineccepibile. Quasi volesse aiutarmi e soccorrere la mia incapacità di tradurle per iscritto nella maniera che meriterebbero. Capita che mi sorprenda, passato del tempo, a chiedermi perché mai ho sentito affine a me quel passaggio, perché mai l'ho sottolineato. Tuttavia li considero sempre importanti, perché piccola parte del mio passato. Ed è bello conservarli, e rileggerli, ripercorrerli..
Il libro più solcato è I diari di Sylvia Plath. Lo sento tutt'ora affine, e non lo venderei mai. Ma se dovesse sfiorarmi il pensiero, lo farei esclusivamente per la gioia di comunicare a uno sconosciuto-altro il mio legame che in quel momento e tramite quelle parole ho sentito per lei.
:-)
sempre più bello il tuo blog.
franci

sabina ha detto...

forse non si cambia tanto quando si da via un libro.se è stato molto importante è stato come assorbito, fa parte di noi e allora non c'è piu bisogno che stia sullo scaffale come altri che magari amiamo molto ma che non sono noi.
non è la parte di noi che è in gioco ma l'oggetto finchè è fuori di noi.

ps.ho sempre avuto una calligrafia secca nervosa: non tonda e non grassa. forse il mio liceo era diverso

Otto Gabos ha detto...

A pensarci bene non credo di essermi mai liberato di un libro posseduto a parte quelli di scuola che puntualmente rivendevo agli studenti delle classi successive. Non so se è per la mania del possesso, dell'accumulo, della barriera protettiva che si viene a creare tra me e l'esterno, ma di fatto va così. tuttavia penso che, almeno nel mio caso, l'assimilazione non abbia un termine. C'è sempre qualcosa da scoprire di inedito e di variabile. Le nuove breccie vanno di pari passo con la crescita, i mutamenti di umore, di prospettiva. Di recente mi è rivenuta voglia di leggere Salgari, il ciclo dei pirati. Non ho qui a casa i libri di quando ho letto i romanzi del Corsaro nero per la prima volta. Sono in esilio a casa loro, da mia madre. Mi rendo conto quindi che la necessità risiede anche nell'oggetto, di quell'oggetto preciso, il manufatto di carta e inchiostro. Di nuovo il rituale, una deriva inesorabile verso un feticcio affettivo. Ecco perché l'abbandono dell'oggetto, seppur fatto con gioia sprezzante, mi turba e allo stesso tempo m'intriga. Il ripudio, ora dolce, ora feroce, di un preciso stato d'animo, il suo definitivo prenderne le distanze affidandolo agli occhi di un altro lettore. Mentre scrivo penso anche all'infinità di altri libri abbandonati carichi di dediche, annotazioni, sfoghi, appelli o semplici nomi che affollano quelle (sempre poche) librerie dell'usato e che nessuno si sogna di togliere dallo scaffale e di sfogliare. Quelle particelle sono condannate a rimanere sospese, come ibernate.

Ebe ha detto...

Io non sottolineo mai i miei libri, però ammetto che mi piace leggere le sottolineature degl'altri. Son d'accordo con te sul fatto che leggere gli appunti distoglie l'attenzione sulla lettura del libro, ma è anche vero che leggere quegli appunti ti dà l'idea di non essere solo nella lettura del libro e a volte si cerca in quegli appunti la tua stessa sensazione o oppinione.
Ricordo a casa di mia nonna avevo trovato un vecchio libro di poesie di D'Annunzio ed in fondo, nella copertina rigida c'era una poesia scritta da mio nonno dedicata ad un altra donna

bardamu ha detto...

io sottolineo sempre, e ho diverse gradazioni.. alla fine della lettura un mio libro è un macello, specialmente le edizioni economiche.. eh eh.. :)

A volte mi capita però di prendere in mano un libro letto molto tempo prima e non capire perchè ho sottolineato o perchè non l'ho fatto... ..si cambia.

Otto Gabos ha detto...

l'atto di riprendere in mano un libro e chiedersi della presenza/assenza di sottolineature mi collega immediatamente ai libri che ho già fatto e pubblicato. non li guardo quasi mai. sono colpito da una forma acura di pudore doloroso che mi fa prendere le distanze. quano due anni fa mi sono riavvicinato agli albi di Aparttments che dovevano diventare libro è stata dura. ho cercato di distaccarmi il più possibile, di legggere le pagine e osservare i disegni immerso in una sorta di straniamento ubriacante. all'inizio era faticosissimo, poi mi sono lasciato andare al ruolo di semplice lettore e tutto è scivolato quasi senza inceppi. con quell'esperienza ho imparato a riavvicinarmi ai miei lavori trendone anche nuovi stimoli. questa forma di orrore riguardo al se stesso che cambia l'ho sempre collegata alle fotoritratto casuali e appunto agli appunti, che vanno dal diario alla scrittura a margine. per anni sono stato alla ricerca del rigore e della coerenza etica. non è sempre un fattore positivo ma lo sto iniziando a capire solo adesso. le mie tavole sono disseminate di note, appunti, numeri di telofono e tracce per altre storie. storie che si scrivono attorno ai margini

Anonimo ha detto...

Your site is on top of my favourites - Great work I like it.
»

Anonimo ha detto...

I find some information here.

Anonimo ha detto...

VI INVIO QUA SOTTO LA RECENSIONE DI UN LIBRO SU ELVIS PRESLEY CHE USCIRA’ A MARZO DI QUESTO ANNO.
S’INTITOLA ” ELVIS E IL PRIORATO DI SION”. CASA EDITRICE ITALIANOVA ( http://WWW.ITALIANOVA.NET)
L’AUTORE E’ IL CELEBRE MICHELE ALLEGRI I CUI LIBRI SONO CUSTODITI DALLA BIBLIOTECA DEL CONGRESSO USA.
SEGNALO ANCHE IL SITO HTTP://ELVISEILPRIORATO.BLOGSPOT.COM
“RIVELAZIONI ESPLOSIVE”
(The New York Telegraph).
Le innumerevoli coincidenze tra la vita di Elvis ed eventi di più ampia portata sollevano molti interrogativi che questo saggio per la prima volta raccoglie. Qual è, per esempio, il significato dello strano nome ELVIS ARON? Quanti sanno che Elvis aveva un fratello gemello? Quanti conoscono la passione di Elvis per l’occultismo e l’esoterismo? Quanti sanno che il cantante era un agente segreto della FBI, che dipendeva direttamente dal presidente USA Nixon? Chi era in realtà il misterioso manager detto “Colonnello Parker”? Può Elvis aver fatto parte del misterioso Priorato di Sion, come molti altri artisti di tutti i tempi? Durante la Guerra Fredda, Elvis può essere stato parte di un piano strategico atto a cambiare i costumi dei giovani attraverso la musica e l’immagine? La musica rock di Elvis faceva parte di un rito sciamanico teso alla liberazione sessuale delle masse? Può essere stata usata per trasmettere un messaggio politico antitotalitario nei confronti dei regimi dell’Est? Quale culto si è stabilito intorno al cantante cui, ancora oggi, milioni di fans restano fedeli? Con il rigore dell’investigatore moderno, l’autore fornisce al lettore un’inedita chiave di lettura per interpretare il mistero che si cela dietro l’uomo, il cantante e dietro i segni che da sempre giacciono sotto i nostri occhi, dando inizio all’Elvislogia, lo studio serio di un personaggio e del suo culto, analizzato dal punto di vista antropologico, religioso, esoterico, storico e cronachistico.

Anonimo ha detto...

VI INVIO QUA SOTTO LA RECENSIONE DI UN LIBRO SU ELVIS PRESLEY CHE USCIRA’ A MARZO DI QUESTO ANNO.
S’INTITOLA ” ELVIS E IL PRIORATO DI SION”. CASA EDITRICE ITALIANOVA ( http://WWW.ITALIANOVA.NET)
L’AUTORE E’ IL CELEBRE MICHELE ALLEGRI I CUI LIBRI SONO CUSTODITI DALLA BIBLIOTECA DEL CONGRESSO USA.
SEGNALO ANCHE IL SITO HTTP://ELVISEILPRIORATO.BLOGSPOT.COM
“RIVELAZIONI ESPLOSIVE”
(The New York Telegraph).
Le innumerevoli coincidenze tra la vita di Elvis ed eventi di più ampia portata sollevano molti interrogativi che questo saggio per la prima volta raccoglie. Qual è, per esempio, il significato dello strano nome ELVIS ARON? Quanti sanno che Elvis aveva un fratello gemello? Quanti conoscono la passione di Elvis per l’occultismo e l’esoterismo? Quanti sanno che il cantante era un agente segreto della FBI, che dipendeva direttamente dal presidente USA Nixon? Chi era in realtà il misterioso manager detto “Colonnello Parker”? Può Elvis aver fatto parte del misterioso Priorato di Sion, come molti altri artisti di tutti i tempi? Durante la Guerra Fredda, Elvis può essere stato parte di un piano strategico atto a cambiare i costumi dei giovani attraverso la musica e l’immagine? La musica rock di Elvis faceva parte di un rito sciamanico teso alla liberazione sessuale delle masse? Può essere stata usata per trasmettere un messaggio politico antitotalitario nei confronti dei regimi dell’Est? Quale culto si è stabilito intorno al cantante cui, ancora oggi, milioni di fans restano fedeli? Con il rigore dell’investigatore moderno, l’autore fornisce al lettore un’inedita chiave di lettura per interpretare il mistero che si cela dietro l’uomo, il cantante e dietro i segni che da sempre giacciono sotto i nostri occhi, dando inizio all’Elvislogia, lo studio serio di un personaggio e del suo culto, analizzato dal punto di vista antropologico, religioso, esoterico, storico e cronachistico.

Anonimo ha detto...

Mi hanno detto che il libro di elvis e il Priorato di sion del professor Allegri uscirà a maggio per via del fatto che ci sono tantissime richieste.