sabato, agosto 15, 2009

Basil Wolverton a Chelsea

Altra camminata come si deve. a Chelsea in giro per gallerie di arte contemporanea. ce ne sono tantissime, molte erano chiuse per ferie, altre invece continuano con mostre e installazioni. ne ho visitato quasi venti. piu' o meno come una giornata al museo. solo che chelsea e' davvero un museo sui generis. vecchia zona del macello la zona tra la 10 e l'11 avenue tra la 26 st e la 2st e' una zona esteticamente brutta. ci sono garages, officine, gommisti e sfascia carrozze. il basso e l'alto si alternano con disinvoltura spesso affiancandosi. e' la cosa piu' bella. snobismo portato all'eccesso o la solita praticita' americana. serve un posto grande per fare la galleria a chesea e' pieno di magazzini, costano meno, usiamoli. forse e' cosi'. chi lo sa. certo che al negozio ultra chic di comme de garcons lo spazio esagerato non era vitale e neppure per balenciaga. eppure sono li' con tutti i loro vestiti bellissimi (davvero!) e impossibili per le mie finanze.
le gallerie hanno lo stile calssico da loft. pavimento in cemento levigato o in certi casi rough, pareti bianchissime che coprono mattoni, crepe, impianti elettrici a vista, colonne di ferro ecc.
artisti tanti. un ritorno al figurativo prepotente, in parecchi casi un ritorno al'iperrealismo sviluppato da foto.
a sorpresa ho visto e goduto di una personale di Basil Wolverton alla Gladstone gallery. Wolverton grande autore underground, celebre anche per la sua lunga collaborazione con MAD e' un po' lo Jacovitti americano. anche una foto all'ingresso della mostra richiama il parallelo. segno eclettico con la costante dell'umorismo grottesco. le storie di una pagina ciascuna sui difetti fisici sono esilaranti. da quello che ha le sopracciglia troppo folte che non gli fanno veder nulla, a quello che vorrebbe un mento prominente e ingoia un pellicano per somigliargli, a quello con il naso adunco che gli impedisce di mangiare e che risolve con un magnete che gli issa il naso verso l'alto.
insomma una bella sorpresa. ancora una vlta si ruota attorno ai fumetti.
pero' una cosa me la chiedo. cos'hanno da scirvere le signorine che lavorano nelle gallerie. tutte cosi' carine, cosi' silenziose che nemmeno rispondono al saluto, chine sl computer a scrivere, a scrivere.

1 commento:

perissi ha detto...

Wolverton è da sempre tra i miei preferiti(da bimbello me lo rileccavo sui pocket della Corno, lui e Wally Wood!)! Pure il nome ce l'ha fico! Forse oggi il suo allievo più diretto è Jim Woodring. Che sia merito della "w"?